Sulla base delle ultime indiscrezioni ministeriali ecco come potrebbe cambiare la mobilità degli italiani

Il prossimo 4 maggio il nostro paese entrerà nella cosiddetta Fase 2 dell’emergenza Coronavirus. Il che non significherà, purtroppo, un ritorno alla vita normale, ma un allentamento delle misure restrittive che ci obbligano allo stare a casa da quasi 2 mesi.

Il cosa significa lo scopriremo in dettaglio entro la fine di questa settimana quando il piano di riapertura parziale dovrebbe essere presentato dal Premier Giuseppe Conte. Si parla di nuove regole per le aperture aziendali, per la sicurezza dei lavoratori e sopratutto di regole ad hoc per la mobilità, dagli spostamenti in auto al trasporto pubblico.

Vediamo quali sono le principali ipotesi al vaglio del Governo anticipate nelle ultime ore dalle bozze delle circolari ministeriali.

Gli spostamenti Comune - Comune

Lo spostamento da comune a comune dovrebbe esser consentito anche senza le famose comprovate necessità, con la possibilità – ad esempio – di raggiungere seconde case al di fuori della propria residenza.

Per spostarsi ci sarà comunque bisogno dell’autocertificazione il cui modulo dovrebbe cambiare rispetto a quello in vigore. E ci auguriamo che sia anche digitalizzato, magari sfruttando la nuova app IO.

Gli spostamenti da Regione a Regione

Dovrebbe rimanere proibito (almeno fino a giugno) lo spostamento da regione a regione a meno di non avere comprovate necessità analoghe a quelle attuali. Una restrizione le cui modalità di controllo sono tutte da verificare.

L’obbligo di mascherina

Il tema mascherina accende facili dibattiti. E’ pacifico che dal 4 maggio sarà obbligatorio indossarla nel luoghi di lavoro o comunque pubblici e dunque verosimilmente anche sui mezzi di trasporto quali treni, autobus, tram e aerei.

Da verificare, invece, quali saranno le indicazioni  per quanto riguarda le automobili e se sarà distinta l’auto privata, dai taxi e dalle vetture in car sharing.

Il numero massimo di persone in auto

Sempre a proposito di auto, si parla di un numero massimo di 2 passeggeri provvisti di mascherina per Taxi ed NCC, o di 1 solo passeggero senza mascherina.

Da capire se limitazioni similari potrebbero essere estese a chi viaggia con un’auto privata seguendo la ratio che bisognerebbe evitare assembramenti sempre e comunque.

Una strategia per gli spostamenti in Città

Come abbiamo già avuto modo di sottolineare nei giorni scorsi, sono molte le amministrazioni comunali intente a studiare un “piano strategico” per evitare di ritrovarsi con città invase da auto private e conseguenti ingorghi.

Da una parte la bozza del Governo per la Fase 2 prevede un forte incentivo allo smart working, dall’altra si stanno studiando sistemi per mantenere il distanziamento sociale sui mezzi pubblici. Il problema è che secondo le stime dei tecnici, solo il 15% delle persone che prima sfruttavano autobus e metropolitana vi faranno ricorso. Per evitare il “tutti in macchina” si parla di incentivi locali per car sharing, bike sharing e per la micromobilità. Compresa l’ipotesi di piste cliclabili temporanee disciplinate a discrezione dei Comuni.

Riaprono i concessionari auto

Come detto riapriranno alcune attività commerciali e tra queste ci saranno, con ogni probabilità, anche le concessionarie auto. La regolamentazione dei luoghi di contatto con il pubblico potrebbe imporre delle regole inedite, come le visite su appuntamento, per non sovraffollare gli ambienti. Ad ogni modo, meglio aperti con poche persone che chiusi per tutti, data la crisi in cui versa il settore che già a marzo ha visto le vendita azzersi.