Ecco perché chi deve ritirare l’auto nuova rischia la multa. Cambierà anche l’esperienza di acquisto con test drive a distanza

Era questa la notizia più attesa dal settore auto: la possibilità di far riaprire i concessionari insieme alle fabbriche. E così sarà dal prossimo 4 maggio, quando, dopo due mesi di paralisi, gli autosaloni potranno sbloccare le loro porte.

Lo sancisce il dpcm per la Fase 2 presentato dal Presidente del Consiglio, anche se non è chiaro come all’atto pratico i clienti avranno la possibilità di accedervi legittimamente, magari per ritirare la loro auto nuova pronta (da settimane) per la consegna.

Un’autocertificazione improbabile

Se il Codice ATECO numero 45 riportato nel Dpcm non lascia spazio a dubbi circa la riapertura (COMMERCIO ALL’INGROSSO E AL DETTAGLIO E RIPARAZIONE DI AUTOVEICOLI), più difficile è considerare la visita al concessionario da parte di un cittadino come un comprovato motivo, di urgenza o salute giustificato a mezzo di quello che sarà il nuovo modulo di autocertificazione.

Dunque ci si muoverà in una zona grigia, all’italiana, nella speranza di una tolleranza maggiore da parte delle forze dell’ordine in caso di controllo. Del resto ci risulta che in alcuni concessionari le visite in officine (che sono già aperte in questa fase) sono aumentate sensibilmente negli ultimi giorni in barba al lockdown.

Un nuovo modo di comprare e provare le auto

Legittimità della visita a parte, è certo che l’esperienza di acquisto di un’auto sarà completamente diversa per rispettare i protocolli di sicurezza dettati dal Governo.

Al di là dell’obbligo della mascherina durante la visita, il distanziamento sociale renderà più complicato l’intero processo. Pensate ai test drive in cui il venditore e il potenziale acquirente dovranno sedere a distanza di 1 metro (uno davanti e uno dietro) o all'obbligo di sanificare il veicoli al termine della prova.

Lo stesso discorso vale per la visita all'autosalone che per quanto non sia più un luogo dedito agli assembramenti (i weekend porte aperte con bagno si folla sono un vecchio ricordo), dovrà seguire delle nuove regole in stile supermercato con ingressi scaglionati (probabilmente su prenotazione), distanziamento obbligatorio, accesso ai servivi igienici separato per venditori e clienti etc.

Una settimana per riorganizzarsi

Ogni concessionario si organizzerà a modo suo per interpretare le nuove regole (già da oggi 27 aprire sarà possibile riaprire per predisporre  l’azienda) e partirà sicuramente un nuovo tipo di competizione: vince chi saprà esser più creativo nel ripensare la strategia di vendita in autosalone integrandola sempre di più con strumenti digitali.

A voi lettori/clienti di concessionari, consigliamo invece di informarsi preventivamente sulle condizioni di accesso all'autosalone prima di organizzare la visita. Nella speranza che questa nuova normalità consenta al mercato di ripartire. Perché ne abbiamo tutti bisogno.