Lo stabilimento Sevel ricomincia a produrre grazie ad un accordo con sindacati e Regione Abruzzo

Si tratta del motore produttivo dell'Abruzzo. La Sevel di Atessa, in provincia di Chieti, ha riaperto oggi, lunedì 27 aprile, in anticipo di una settimana rispetto all'inizio della Fase 2, che prenderà il via il 4 maggio, grazie ad un protocollo condiviso e accettato da sindacati e Regione.

L'impianto ha visto rientrare gran parte dei 6.580 dipendenti dell'azienda, controllata al 50% da FCA e PSA e leader nella produzione di veicoli commerciali leggeri, con un fatturato che nel 2019 ha raggiunto i 4,1 miliardi di euro (293.000 veicoli).

Le misure 

Parliamo di predisposizioni facenti parte dell’accordo firmato lo scorso 9 aprile con le organizzazioni sindacali nazionali per attuare in tutte le sedi italiane di FCA ogni possibile azione per garantire ad ogni lavoratore del Gruppo la massima sicurezza sanitaria

Fotogallery: Riapertura impianto Sevel

Queste prevedono:

  • Oltre 300.000 metri quadrati di superficie sanificati nelle officine.
  • Circa 130 dispenser igienizzanti.
  • Diffusione delle informazioni di prevenzione ai dipendenti attraverso 15 maxi tabelloni
    e 25 monitor.
  • Oltre 6.000 brochure informative consegnate e 18.000 locandine affisse.
  • Una decina di termo camere di controllo della temperatura corporea agli ingressi.
  • Oltre 600 punti di dotazione disinfettante per i dipendenti per pulire quotidianamente le attrezzature che utilizzano.

Altri accorgimenti

Prima del rientro dei lavoratori, sono state aggiornate in Sevel tutte le opere di pulizia, igienizzazione e sanificazione che erano state già intraprese in occasione della sospensione dall’attività avvenuta lo scorso 17 marzo.

Sono anche stati fatti interventi in 18 aree relax, 52 servizi igienici, 29 spogliatoi con oltre 7.400 armadietti, 2 sale mediche e 4 mense che avranno una capienza ridotta e turnazioni ampliate per rispettare la norma della distanza di un metro tra le persone. Tutte queste zone sono state attrezzate con materiale sanitario a disposizione dei dipendenti.

Negli uffici

Anche in tali ambienti la linea è stata rimodellata in base alle esigenze sanitarie, per permettere la ridistribuzione dei lavoratori e un maggiore distanziamento tra coloro che erano impegnati a distanza ravvicinata.

Nei reparti produttivi è stata inoltre limitata, per quanto possibile e in base a specifiche esigenze, la mobilità di personale tra le varie unità. Analoghe misure sono state adottate nelle aree comuni mentre negli 85 uffici dell’impianto sono state utilizzate barriere di protezione tra i dipendenti o diverse dislocazioni delle postazioni di lavoro.