La proposta di Federauto, Anfia e UNRAE per far ripartire il paese post Coronavirus. Si è parlato anche di vendite online e Fase 2

Con le vendite di auto praticamente azzerate per due mesi consecutivi, è allarme rosso per il settore e i concessionari, che in quanto anello debole della catena, rischiano il collasso.

La drammaticità della situazione è stata ben rappresentata da Federauto (Federazione Italiana Concessionari Auto), con il presidente Adolfo De Stefani Cosentino che è intervenuto a margine della conferenza #RestartYourEngine organizzata da Mercedes-Benz Italia sulla ripartenza del mercato auto a seguito del lockdown da Coronavirus.

Federauto, ANFIA e UNRAE hanno unito le forze chiedendo al Governo uno sforzo per dare aria ad uno degli ingranaggi più importanti e trainanti del Paese: la proposta si articola su tre punti e andrebbe a beneficio di tutte le categorie di automobilisti, liberi professionisti compresi.

Palla al Governo

Il settore automotive contribuisce al 19,5% del PIL nazionale con oltre 1.200.000 persone occupate e questa crisi sta mettendo a rischio oltre 30.000 posti di lavoro. "Non vorremmo sussidi dal Governo" ha così commentato De Stefani Cosentino, "ma che tutto il comparto ne uscisse con meno sangue sparso possibile". E per raggiungere questo obiettivo serve uno sforzo che, secondo la filiera, deve passare dai seguenti punti chiave:

  • Abolizione dell'Ecotassa fino alla fine dell'anno. Nel 2019 la Legge di Bilancio ha introdotto il sistema bonus malus che prevede incentivi all'acquisto di auto ibride o elettriche (Ecobonus) e tasse su quelle più inquinanti (Ecotassa). Sono state confermate anche per il 2020 (ecco tutte le auto che pagano l'Ecotassa) con quest'ultima che viene calcolata in base alle emissioni di anidride carbonica (CO2) e prevede una multa da 1.100 a 2.500 euro.
  • Più incentivi aLl'acquisto. È giusto che il Governo si batta per il rinnovamento del parco auto e per aumentare il numero di quelle meno inquinanti. Federauto, UNRAE e ANFIA chiedono di prevedere incentivi non solo per le macchine che emettono fino a 60 g/km di CO2, ma anche per quelle tra i 61 e i 95, e il tutto questo indipendentemente dal tipo di motorizzazione. "In questo periodo è stato dimostrato che l'inquinamento c'è anche se le auto non circolano. Bisogna dare un contributo per le auto nuove per rilanciarsi".
  • IVA detraibile. "È possibile che siamo europei solo quando dobbiamo pagare, e non lo siamo per quanto riguarda l'IVA?" Su 27 paesi che aderiscono alla Comunità Economica europea infatti, l'Italia è l'unico che non consente la detraibilità dell'Imposta sul Valore Aggiunto e questo va a scapito dei tantissimi liberi professionisti che si spostano sulle nostre strade. "Un'azienda che non può detrarre l'IVA ha costi maggiori rispetto alle altre aziende europee, andando così a perdere in competitività".

Fase 2, i clienti possono ritirare le auto ordinate?

Sempre in occasione della #RestartYourEngine si è parlato anche di altre questioni - non secondarie per importanza - come della corsa all'elettrificazione e del conseguente rinnovo del parco auto circolante (in Italia il più vecchio d'Europa. Ma come si può pensare che chi ha un Euro 0 o un Euro 1 possa permettersi in questo momento un'ibrida o un'elettrica?) e dell'imminente Fase 2

Un nodo da scogliere riguarda il ritiro delle auto già comprate che, al momento, sono parcheggiate nei garage degli autosaloni in attesa del 4 maggio. I concessionari riaprono, come abbiamo già scritto, ma non è chiaro se i clienti potranno recarcisi o no. A tema, De Stefani Cosentino ha così commentato, "abbiamo scritto ai prefetti, che non hanno risposto: in questi casi vige il silenzio-assenso per cui stiamo pensando di mandare messaggi ai clienti per farli venire a ritirare l'auto senza che possano correre alcun rischio".

Si è espresso anche sulla vendita delle auto online "il processo di vendita sta cambiando, non le vendite. La macchina deve dare una sensazione, deve dare qualcosa di bello. Bisogna provarla la macchina e capire la gioia di poterla possedere e toccarla. Per questo andare di persona nelle concessionarie rimarrà importantissimo".