Col lockdown da Coronavirus il motorsport ha trasferito le sue gare su simulatori di guida. Occasione per il futuro o mero passatempo?

Ormai le domeniche sono giorni come altri in questo periodo di quarantena, sia perché siamo tutti costretti in casa, sia perché anche lo sport si è fermato, togliendoci il classico svago da weekend. Ogni disciplina sportiva rimane bloccata, motorsport compreso. Dalla Formula 1 alla Formula E, passando per MotoGP e serie minori, i motori rimangono spenti. Ma solo nel mondo reale.

Già perché sempre più campionati stanno traslocando nel mondo virtuale con gare su simulatori di guida, dove piloti professionisti si sfidano (ospitando anche videogiocatori professionisti) correndo su tracciati reali ospitati in mondi fatti di pixel e byte. Una soluzione di ripiego che però sta avendo successo sia tra gli addetti ai lavori, sia tra gli appassionati di motorsport. Potrebbe essere questa l’alba di una nuova stagione per il mondo delle corse su 2 e 4 ruote, con appuntamenti reali mixati a corse virtuali?

Per fare il punto della situazione, conoscere quali sono i trend del momento e quali campionati si sono convertiti, anche se solo per un momento, ai simulatori di guida, nella Motor1Call di oggi sono ospiti Marco Congiu, giornalista di Motorsport Italia, e Flavio Atzori, giornalista e appassionato di motorsport (oltre che di gare virtuali).