Le passeggiate senza meta non sono permesse. Ma qual è la differenza tra fare una camminata e fare attività fisica?

Passeggiate si, o passeggiate no? È questo uno degli interrogativi più grandi di questo inizio di Fase 2; il Decreto, a dirla tutta, non è stato molto chiaro a riguardo e abbiamo dovuto attendere le FAQ del Governo per avere una visione completa della situazione.

Rispetto alla Fase 1 è possibile spostarsi di più (ecco dove si può andare in auto) e c'è stato un allentamento anche per quanto riguarda l'attività sportiva all'aperto che può essere effettuata nei parchi cittadini. Le passeggiate però non sono consentite, sia quelle in auto che a piedi, a meno che non siano necessarie per comprovati motivi. Ci sono però delle situazioni in cui questa regola può essere interpretata diversamente. Vediamo perché.

Passeggiate "senza meta" vietate

Il testo del Decreto è chiaro: si può uscire dal proprio domicilio solo per andare al lavoro, per motivi di salute, per necessità o per svolgere attività sportiva o motoria all'aperto, quindi le passeggiate sono ammesse solo se strettamente necessarie a realizzare uno spostamento giustificato da uno di questi motivi e non se effettuate solamente per "prendere aria". Il tutto con il divieto generale di assembramento e con l’obbligo di rispettare la distanza di sicurezza minima di un metro fra le persone. A proposito di assembramento, ecco in quante persone si può viaggiare in auto.

Per riassumere, ecco alcuni motivi per cui la passeggiata è permessa:

  • Per fare la spesa
  • Per acquistare giornali in edicola
  • Per andare in farmacia
  • Per acquistare beni necessari per la vita quotidiana
  • Per recarsi presso uno qualsiasi degli esercizi commerciali aperti

Qual è la differenza tra passeggiare e fare sport

Si tratta di sottigliezze. Per molti infatti la passeggiata coincide con l'attività motoria, per cui la differenza la fa il buonsenso di chi controlla. Basti pensare alle persone anziane o a chi non può fare sport, tutte categorie per cui una camminata all'aria aperta può essere davvero un toccasana.

Per spostarsi serve (quasi) sempre l'autocertificazione

Ricordiamo che, per passeggiare fuori casa, si deve avere un comprovato motivo giustificato tramite autocertificazione (non è indispensabile stampare il modulo). Solo chi va a lavoro può farne a meno, a patto che giustifichi la propria uscita con un altro documento come un tesserino o un'autorizzazione del proprio datore di lavoro. Chi esce per fare attività sportiva invece può, per comodità, non avere il foglio dietro, ma in caso di posto di blocco è costretto a compilare il modulo in dotazione alle Forze dell'Ordine.

Le multe per chi non rispetta le regole

Se si esce di casa senza uno dei comprovati motivi segnalati dall'autocertificazione si rischia una multa da 400 a 3.000 euro. Se si viene fermati ad un posto di blocco alla guida di un'auto non scatterà il sequestro del veicolo ma la multa sarà superiore di un terzo, quindi da 533 a 4.000 euro.

Oltre alla multa non è prevista alcuna denuncia che, però, scatterà se si dichiara il falso (ex art. 495 C.P.), se si dichiara il falso sulla propria identità (ex art. 496 C.P.) o se si violano i divieti di allontanarsi dalla propria abitazione perché positivi al virus (ex art. 260 r.d. 27.07.1934 n. 1265 - art. 4, commi 6 e 7, d.l. 25.03.2020 n. 19).