Il presidente dell'Anfia, Paolo Scudieri, interviene alla giornata inaugurale del Motor Valley Digital

"Questo momento oltre a mortificare produzioni e consumi mortifica il valore delle aziende. Oggi l’Italia è un grande supermarket dove comprare aziende e tecnologie a prezzo stracciato. Dobbiamo salvaguardare competenze e saperi”. Così il presidente di Anfia, Paolo Scudieri, intervenendo al roundtable sulla filiera italiana, nel corso della giornata di apertura del Motor Valley Fest Digital.

L’Italia - sottolinea Scudieri - deve rimanere attrattiva, se perdiamo la possibilità di lavorare perdiamo la capacità di reagire e perdiamo mercato e appeal rispetto ai grandi gruppi internazionali”. Il presidente, nel corso del suo intervento, sottolinea l’importanza, sia dal punto di vista europeo che nazionale, del settore auto: “Riaprire i concessionari non basta, bisogna stimolare la domanda”. Una richiesta che fa eco a quella dell'Unrae che di recente ha chiesto incentivi auto mirati (qui le novità per l'auto previste dal decreto Rilancio).

Un comparto fondamentale per l'economia del Paese

I dati relativi alla produzione dell’intera filiera auto italiana nel mese di marzo 2020, evidenziano una caduta del 55,8% rispetto a marzo 2019, che fa chiudere il 1° trimestre 2020 a -21,6%. Anche la produzione di parti e accessori per autoveicoli risulta in flessione del 48,7% nel mese e chiude il trimestre a -20,4%.

Secondo i dati dell’associazione che rappresenta la filiera automobilistica in Italia, a marzo 2020, la produzione domestica di autovetture in Italia subisce a una pesante flessione, -64%, chiudendo il trimestre a -27%. Il 51% delle vetture prodotte sono destinate ai mercati esteri. Il totale degli autoveicoli prodotti a gennaio-marzo 2020 è di circa 180.000 unità (-24%) il 64% dei quali sono stati esportati.

A proposito di componentistica, in due mesi di lockdown il valore delle esportazioni ha registrato un calo che si stima tra il 15 e il 20% su base annua, accentuando le difficoltà di un settore già alle prese con le sfide dell’elettrificazione che richiedono ingenti investimenti. Ora si rischia di chiudere il 2020 con un crollo delle vendite all’estero tra il 20 e il 30%.

Urgente un intervento ad hoc per la filiera dell'auto 

Scudieri resta comunque abbastanza ottimista nonostante l’assenza - al momento - di misure specifiche per l’auto nel decreto Rilancio precisa: “Spero che il Governo voglia dedicare un capitolo specifico al settore dell’auto. Teniamo costantemente aperto il dialogo con il ministero dello Svilippo economico e con il Governo affinché si prevedano misure per il rilancio del comparto auto. Magari arriveranno sotto un’altra forma”.

Il Governo non può non tener conto del comparto che è trainante per l’economia nazionale: ci sarebbe per il Paese un rischio in termini di valore aggiunto e di occupazione. Non va dimenticato che la filiera auto italiana comprende oltre 1.200.000 lavoratori, di cui 270.000 nella “parte” produttiva. Un settore che, nel suo complesso, vale circa il 10% del PIL.

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