Un’indagine di BCA Italia mostra come i professionisti del settore credano nell’usato come strumento per sostenere il mercato auto

Il mercato dell’auto è stato duramente colpito dall’emergenza coronavirus e i numeri delle immatricolazioni, in Italia e in Europa, sono impietosi. Nel Bel Paese aprile è sprofondato al -97,6%, nella UE il 78,3%.

Auto nuove che rimangono in concessionarie chiuse a lungo, automobilisti costretti in casa e potere d’acquisto che diminuisce. Maggio ci dirà se ci sono stati, anche solo timidi, segnali di ripresa. Intanto però i professionisti dell’auto usata si mostrano ottimisti e credono che sarà proprio quello il mercato che guiderà la ripresa.

Ottimismo dilagante

È questo il risultato che emerge da una ricerca condotta da BCA Italia (società di aste automobilistiche operante in Europa e specializzata in remarketing auto) su numerosi professionisti del settore, molti dei quali ottimisti per quanto riguarda la ripresa del mercato dell’auto usata.

Secondo il sondaggio infatti il 60% degli intervistati si dice poco o per nulla preoccupato per la situazione post lockdown. Sensazione più forte al nord (63%), mentre solo il 9% si è detto molto preoccupato per la situazione.

Ma come andrà il mercato dell’usato rispetto a quello del nuovo? Mercato che può presentare criticità legate a dubbi su perfetta igienizzazione (tema molto attualmente molto sentito), al di là di quello che riguarda meccanica e condizioni generali dell’auto. Il 52% degli intervistati ritiene che non ci saranno differenze tra i 2 mercati, mentre il 41% pensa che l’usato ripartirà più rapidamente.

Infine, per quanto riguarda gli investimenti, la stragrande maggioranza (il 72%) si dice interessata a investire nell’usato, rimpolpando le proprie flotte di modelli provenienti da società di noleggio a lungo termine. Più precisamente il 29% sicuramente acquisterà nei prossimi mesi, il 43% ha invece risposto “probabilmente si”.

Sotto controllo

Il mercato dell’usato può quindi fare da traino al mondo dell’auto, sotto forte stress e con piazzali pieni di auto in attesa di trovare un acquirente. Il numero è impressionante: circa 350.000 auto ferme (dati UNRAE), per danni economici incalcolabili.

Un problema che, sempre secondo la ricerca di BCA Italia, non sembra affliggere il mondo dell’usato: il 75% degli intervistati infatti non ha ravvisato anomalie nel proprio stock di auto.