Il colosso statunitense ricorre al Chapter 11 e dichiara fallimento negli USA e in Canada

Provate a pensarci: in epoca di pandemia da coronavirus prendereste un’auto a noleggio? Molto probabilmente la risposta è no, con la paura di contagio che fa preferire di gran lunga spostarsi a bordo della propria auto, o non spostarsi affatto.

Lo sanno bene le società di car sharing e noleggio auto, con Hertz (colosso statunitense del noleggio auto) costretta a dichiarare bancarotta, anche a causa di un crollo del 73% del valore delle proprie azioni negli ultimi tre mesi.

Solo nord America (per ora)

Una fine che i vertici dell’azienda hanno provato a scongiurare fino all’ultimo, dichiarando fino a pochi giorni fa come la richiesta di fallimento non fosse nemmeno un’opzione e che la situazione era fluida a in continuo mutamento. Un mutamento che ha portato da un +6% nei primi mesi alla richiesta di fallimento per quanto riguarda le divisioni statunitense e canadese. Rimangono quindi fuori (almeno per ora) le sussidiarie di Europa, Australia e Nuova Zelanda.

Hertz selling Chevy Corvette rental cars
Hertz has listed 22 of its Chevrolet Corvette C7 Z06 for sale

Si ritorna così a parlare di Chapter 11 – termine molto in voga durante la crisi di 10 anni fa che consiste in una legge federale che permette alle aziende di ristrutturarsi per tornare sane e operative, rispettando alcuni vincoli –  mentre i vertici di Hertz studieranno un piano di rientro del debito.

Secondo le carte presentate in tribunale IBM e Lyft sarebbero i maggiori creditori, mentre attività e debiti ammontano rispettivamente a 25,8 e 24,4 miliardi di dollari (rispettivamente 23,6 e 22,3 miliardi di euro).

Flotta in vendita

Secondo quanto dichiarato lo scorso anno la flotta auto di Hertz negli Stati Uniti ammontava a 567.600 veicoli, per la maggior parte acquistati o noleggiati e non quindi facenti parte di classiche operazioni di riacquisto da parte delle Case auto.

Una delle opzioni, per ora l’unica attuabile nell’immediato, prevede la messa in vendita di gran parte delle auto per fare così cassa. Ma potrebbe non bastare, con la crisi economica che ha colpito i cittadini statunitensi (quasi 40 milioni di disoccupati dall’inizio della crisi) e il conseguente calo del potere d’acquisto.

Eppure da questa operazione Hertz conta di mettersi in cassa qualcosa come 5 miliari di dollari entro dicembre, ai quali aggiungere (secondo Automotive News) il miliardo presente in cassa.

Non sembra però essere sufficiente, almeno nel lungo periodo, e lo spettro di licenziamenti in massa (Hertz conta quasi 40.000 dipendenti in tutto il mondo) si avvicina sempre più.