8 miliardi di euro per salvare l’automobile in Francia. Si parte già il 1° giugno

“Un piano storico per affrontare una situazione storica”. Con queste parole il premier Emmanuel Macron parlando in diretta da uno stabilimento Valeo - multinazionale specializzata in produzione di componentistica Automotive, ndr - ha presentato la strategia francese per salvare l’automobile, uno dei (tanti) settori messi in ginocchio dall’emergenza Coronavirus (-89% di immatricolazioni ad aprile in Francia) ma che per l’economia di un paese vale tantissimo. Posti di lavori primis: oltre 1,2 milioni.

Bisogna fare presto, servono soldi e una visione che per il Governo transalpino è molto chiara: far diventare la Francia il primo produttore europeo di auto elettriche.

Più incentivi per le elettriche dal 1 giugno

Dunque si comincia dagli incentivi per l’acquisto di auto a batteria che c’erano già ma sono stati potenziati sia per i privati che per le aziende e saranno in vigore dal 1° giugno al prossimo 31 dicembre.

La massima convenienza si ha in caso di rottamazione per l’acquisto di un’auto 100% elettrica (fino a 12 mila euro), ma sono previste agevolazioni anche per chi sceglie modelli ibridi plug-in.

Il piano di incentivazione si abbina all’impegno di far crescere l’infrastruttura di ricarica con 100 mila colonnine entro il 2021.

Incentivo per auto elettriche (Privati)

7.000 euro
Incentivo per auto elettriche (Aziende) 5.000 euro
Incentivo per auto elettriche plug-in (min. 50 km autonomia) 2.000 euro
Extra bonus in caso di rottamazione e acquisto di un’ elettrica 5.000 euro

Bonus anche per benzina e diesel

Notizia altrettanto importante sono gli incentivi per l’acquisto di auto nuove o usate benzina e diesel, purchè di ultima generazione.

Si parla di 3.000 euro a macchina ed è un bonus pensato evidentemente per smaltire gli enormi stock di auto rimaste invendute nei piazzali dei concessionari (400.000 in Francia) e senza i quali sarebbe difficile immaginare la tenuta della filiera.

Made in France innanzi tutto

Se da un lato Macron non ha ancora firmato l’autorizzazione al prestito di 5 miliardi di euro per salvare Renault (il 27 maggio sarà presentato il piano industriale del Gruppo per il quale si prevede un taglio di costi per 2 miliardi di euro), l’industria nazionale potrà contare sull’occhio di riguardo del Governo-azionista.

Macron ha già annunciato un fondo di 1 miliardo di euro per supportare la produzione, di cui 200 milioni di euro destinati all‘indotto. Ed è certo che saranno favorite tutte le iniziative produttive localizzati (o meglio ancora rilocalizzate) sul territorio francese.

Anche il tal senso l’auto elettrica sarà protagonista con l’entrata di Renault nel consorzio formato da PSA e Total per la produzione di batterie in Francia e Germania.