Si tratta del 25% della forza lavoro della Casa inglese, costretta a lasciare a casa anche circa 70 persone coinvolte nella Formula 1

Non c’è pace per l’economia mondiale, messa a durissima prova dall’emergenza coronavirus, con aziende messe in ginocchio e costrette a ridurre le spese, a volte dovendo ricorrere a misure dolorose. È il caso di McLaren, pronta a lasciare a casa circa 1.200 dipendenti.

Si tratta di ¼ circa della forza lavoro della Casa inglese, con 70 addetti al reparto Formula 1 coinvolti nella ristrutturazione aziendale. Una scure che si abbatte violentemente su Woking, i cui risultati nel 2019 (4.765 auto vendute e +18% dei ricavi) erano più che incoraggianti e facevano ben sperare per il 2020.

Cosa succederà?

Dire quali saranno gli effetti a lungo termine di pandemia e licenziamenti sul Gruppo McLaren – che comprende il reparto prodotto e la scuderia di Formula 1 – è difficile, ma di certo la Casa rischia di subire un profondo ridimensionamento in tutte le sue attività.

Attività che vedono Woking impegnata a un’offensiva di prodotto senza precedenti, con tanti modelli lanciati nell’ultimo periodo, tra versioni speciali e progetti per il futuro. Progetti che non comprenderanno un SUV.

McLaren Elva M1A Di MSO
2021 McLaren 765LT

Da capire anche il futuro di McLaren all’interno della Formula 1, ancora ferma per colpa del coronavirus e di conseguenza sempre più “povera”. Un prolungato stop potrebbe mettere a dura prova la sopravvivenza di molte scuderie, McLaren compresa, che dalla Formula 1 (stando ai dati diffusi dalla Casa stessa) dipende per il 12% dei propri introiti.

Ritorno alla crescita

“Questo è senza dubbio un momento difficile per la nostra azienda, e in particolare per le nostre persone, ma abbiamo in programma di emergere come un'azienda efficiente e sostenibile con un chiaro percorso di ritorno alla crescita". Questo il commento di Paul Walsh, a capo di McLaren, raccolto dai colleghi della BBC.

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