Pd e Movimento 5 Stelle in disaccordo sull'estensione dell'Ecobonus a tutte le auto

Il tema degli incentivi auto, quelli che il Governo ha rifinanziato per 300 milioni di euro, sta dividendo le forze di maggioranza dell'esecutivo, Pd e M5S, proprio nel giorno in cui si chiudono gli emendamenti al Decreto Rilancio.

A spaccare il Governo c'è la richiesta del Pd di ampliare lo schema dell'attuale Ecobonus includendo "anche le auto a motore termico più evolute" come le definisce il deputato Dem, Stefano Lepri.

Per il Pd vale anche l'aspetto economico

Questa idea di allargare i limiti attuali dell'Ecobonus 2020 includendo quindi le nuove auto ibride (non plug-in), a benzina, diesel, GPL e metano rientra in un mutato e critico quadro economico post Coronavirus. Lo stesso Lepri dice infatti:

"Si tratta di una decisiva questione industriale e occupazionale: non possiamo lasciare in una gravissima crisi il settore dell'automotive e la sua componentistica, essendo il settore più importante in campo manifatturiero e per servizi in Italia. Il PD sta dunque lavorando in queste ore in tal senso, per un emendamento al Decreto Rilancio".

Il Movimento 5 Stelle dice no, è "anacronistico"

Di tutt'altro parere è il Movimento 5 Stelle che esclude qualsiasi estensione dell'Ecobonus ad altri tipi di auto a combustione interna, definita semplicemente "anacronistica".

I deputati M5S delle commissioni Ambiente, Trasporti e Attività produttive respingono ogni possibile apertura in questa direzione dicendo:

"Il 37% degli italiani, secondo un sondaggio di Greenpeace, vuole che si punti sulla mobilità sostenibile, una ragione in più per non puntare su forme di sostegno alle auto alimentate con carburanti fossili, che dovremo piuttosto lasciarci gradualmente alle spalle in favore di un trasporto pubblico efficiente e di veicoli per uso privato ecologici o a basse emissioni, come l'auto elettrica".

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