Cresciuto nei paddock della F1 col papà pilota, Andrea ci svela costi e segreti delle console, come “gareggiare” con Leclerc, Valentino e un doloroso incontro con Senna!

Gamer per passione, anzi no, Gamer anche per mestiere. Un sogno per molti non facile da realizzare, visto che non basta dimostrarsi "Videogames addicted" sin dalla tenera età per arrivare alla metà di cui sopra.

Anche perché, se hai un padre pilota (vero) che, da quando sei piccolo, ti porta in giro per circuiti tra i paddock e le divinità della Formula 1… convincerlo che le simulazioni di gioco conquisteranno il mondo potrebbe essere assai arduo.

Ma Andrea Facchinetti, dall’alto della sua esperienza (e dei suoi quasi 2 metri di altezza!) ora può ritenersi tra gli italiani che “ce l’hanno fatta”, e in una bella chiacchierata con nostro Andrea, ci racconta come tutto ha avuto inizio.

Atari, Commodore 64, Nintendo, poi Amiga 500 e 1.000 a seguire, gli anni ’80 e ’90 sono stati uno spettacolare trampolino di lancio per appassionarsi ai videogiochi.

Ci si sbucciava ancora le ginocchia al parco, gli smartphone e i social non esistevano, quindi le relazioni tra i giovanissimi Millennials erano solide, genuine, e i primi PC e le Console dedicate ai videogiochi completavano il palinsesto pomeridiano, prima (o dopo?) i compiti, tra l’A-Team e "Ken il Guerriero".

Ovviamente, c’è chi da subito ha sviluppato una particolare abilità nello stracciare i propri amici a qualsivoglia gioco e, nonostante la vita da paddock condivisa col papà pilota, il protagonista di oggi ha tenuto duro e ha continuato (in Italia e all’estero) a dedicarsi al gaming.

La passione per le auto lo fa parlare con naturalezza di giochi dedicati a Formula 1 e Rally, ma padroneggiare schede grafiche, evoluzioni nella definizione e nell’esperienza di gioco sono skills che si maturano con gli anni, e le ore passate a sfidarsi tra uno “schermo” e l’altro.

E di sfide anche lunghe 48 ore (di gioco ininterrotto) Andrea Facchinetti ce ne racconta svariate, prima di diventare partner di Sony e commentatore per il World Tour con PlayStation, una straordinaria opportunità per conoscere da vicino piloti (digitali e reali) che si sfidano a suon di tempo sul giro.

Il suo retaggio da fan di Formula 1 però non lo ha mai abbandonato, così oltre a conoscere di persona piloti come Leclerc, Hamilton o Valentino Rossi, il protagonista della TAG-Chiacchierata di oggi ci condivide altre “avventure” molto personali, incluso un episodio poco piacevole con Senna