Con la ripresa delle attività ci si aspettava una risalita dei prezzi alla pompa. Ma non è detto che accada: ecco perché

Come sapete, durante il periodo di lockdown dovuto al Coronavirus il prezzo del carburante è crollato a causa dei blocchi alla circolazione e della conseguente diminuzione della domanda di petrolio contestuale alle forti tensioni dei paesi produttori di cui vi avevamo parlato nelle settimane scorse.

Una piccola luce positiva - quella del basso prezzo alla pompa - in un periodo nero per l'economia, che ha permesso a chi, per necessità, ha dovuto spostarsi in macchina di fare il pieno a prezzi davvero bassissimi rispetto agli standard a cui siamo abituati normalmente.

Al momento, molti distributori hanno ancora prezzi particolarmente allettanti e consentono di fare il pieno pagando poco, ma si tratta di una situazione che potrebbe non durare tanto. Il rischio di una risalita dei prezzi c'è, ma a dominare è ancora l'incertezza.

Cosa sta succedendo

Con il vertice di sabato 6 giugno, l'OPEC, l'Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio, aveva confermato la riduzione della produzione di petrolio di 11 milioni di barili al giorno in modo tale da rialzare il prezzo medio al barile sul mercato (minore offerta a parità di domanda). Dopo un primo accordo però la situazione è tornata subito a surriscaldarsi tra i Paesi produttori.

Sono bastati pochi giorni infatti per far nascere nuove tensioni interne all'OPEC: Arabia, Emirati e Kuwait infatti hanno deciso di interrompere in anticipo a fine mese il taglio extra da 1,2 milioni di barili al giorno che stanno effettuando in aggiunta alla riduzione prescritta dall’OPEC, il che porterà ad un nuovo aumento del numero dei barili sul mercato.

Di conseguenza ci sarà anche una stabilizzazione del prezzo medio che, quindi, non aumenterà quanto prospettato. Non ci si aspetta però una riduzione del prezzo nonostante la maggior quantità di barili sulla piazza, perché da Riad hanno comunicato che il greggio extra verrà utilizzato internamente e non sarà destinato all'esportazione. Staremo a vedere.

petrolio 2

E intanto anche la Libia, che ha riattivato i più grandi impianti di estrazione del Paese. Insomma, l'OPEC è vigile e di base vuole far salire le quotazioni, ma fino a che tutti i Paesi non prenderanno una strada comune il prezzo alla pompa, che è quello che interessa agli automobilisti, rischia di essere molto volatile proprio in un periodo in cui in molti si sposteranno in auto. Il che vuol dire che da una settimana all'altra ci potrebbero essere prezzi molto diversi.

Se invece venisse confermato quanto detto nella conferenza del 6 giugno, secondo diversi analisti, già dalla fine di questo mese i prezzi potrebbero leggermente risalire.

Per adesso l'offerta è ancora superiore alla domanda, ma le parti potrebbero invertirsi con la ripresa graduale di tutte le attività, con il conseguente gap sfavorevole che, sulla carta, sarebbe destinato ad aumentare costantemente fino all'inizio del prossimo anno spingendo verso l'alto il costo del pieno. Costo su cui, ricordiamo, le tasse incidono su una quota nell'ordine del 60-70%.

Il prezzo medio attuale della benzina

Come base prendiamo i dati elaborati da Quotidiano Energia sulla base di quelli comunicati dai gestori all’Osservaprezzi carburanti del Mise nelle prime ore di oggi. Questi i prezzi medi aggiornati:

  Prezzo medio compagnie Prezzo medio compagnie no logo
Benzina (Servito) 1,530 euro/litro 1,415 euro/litro
Benzina (Self) 1,382 euro/litro 1,358 euro/litro
Diesel (Servito) 1,417 euro/litro 1,300 euro/litro
Diesel (Self) 1,267 euro/litro 1,243 euro/litro
GPL 0,587 euro/litro 0,573 euro/litro