L'obiettivo è quello di stimolare il rinnovo del parco auto circolante con bonus dedicati anche ai meno abbienti e agli imprenditori

Anche la Spagna ha i suoi incentivi auto per risollevare il settore dopo la crisi generata dal lockdown per il Coronavirus. Il Presidente Pedro Sanchez ha sbloccato 3,75 miliardi di euro per il rinnovo del parco auto circolante, spiegando come il piano incentivi è "fondamentale" sia per aiutare le persone che la filiera auto, duramente colpita dalla pandemia.

In Europa anche la Francia e la Germania hanno messo a punto le loro manovre per risollevare il settore (con regole diverse: il piano francese sostiene sia le elettriche che le auto a benzina e diesel, mentre quello tedesco raddoppia i bonus per comprare le elettriche e le ibride plug in) e in Italia bisognerà attendere la fine di giugno per sapere se e quali nuovi incentivi auto saranno approvati.

Come cambia il parco circolante spagnolo

L'obiettivo spagnolo è quello, comune all'Unione Europea, di avere un parco auto a "zero emissioni" entro il 2050, motivo per cui la categoria delle auto elettriche potrà beneficiare degli incentivi più vantaggiosi. "Stiamo lavorando affinché in futuro avremo veicoli migliori, città più sostenibili, più pulite, con un'occupazione di qualità superiore e un settore molto più competitivo", ha ribadito Sanchez.

Tutti, nessuna categoria esclusa, potranno usufruire del bonus per cambiare la propria vecchia auto con un modello nuovo e meno inquinante (non per forza elettrico o ibrido).

In particolar modo, gli incentivi sono stati pensati in modo tale da consentire anche ai meno abbienti di cambiare il proprio veicolo a stretto giro senza "rimanere indietro". Anche commercianti e lavoratori autonomi possono usufruirne.

Incentivi auto in Italia, novità in arrivo

Il Decreto Rilancio presentato dal Governo per sostenere l'economia italiana contiene, come vi abbiamo anticipato in un articolo dedicato ai nuovi incentivi auto, azioni mirate al sostegno del settore auto.

Da lunedì 15 giugno ci sarà il voto della commissione Bilancio della Camera che deciderà quali emendamenti salvare (sono 1.294 gli emendamenti sotto esame) e poi mercoledì 24 giugno il provvedimento sarà in Parlamento.