La casa tedesca ferma anche lo sviluppo della guida autonoma con Mercedes

La crisi economica provocata dalla pandemia da Coronavirus colpisce il mondo dell’auto senza distinzioni di marchio, Paese o tipologia di auto prodotte, andando a interessare pure i "mostri sacri" dell’industria tedesca.

Fra questi c’è ora anche BMW, il colosso bavarese che taglierà 10.000 posti di lavoro in Germania per ridurre la sua capacità produttiva. Il numero esatto del taglio non è stato dichiarato ufficialmente da BMW, ma la notizia arriva da una fonte aziendale citata da Reuters.

Soprattutto prepensionamenti

Il lockdown che ha chiuso fabbriche e concessionarie e la drastica riduzione dell’intero mercato auto (a maggio vendite al –56,8% in Europa) porterà BMW a non rinnovare 10.000 contratti di lavoro nei suoi impianti tedeschi. La decisione è stata presa in accordo coi sindacati e rientra in uno schema che il gruppo di Monaco definisce "misure per il personale per un futuro sostenibile".

Fotogallery: BMW Serie 4 2020

In questo nuovo e drastico pacchetto di misure BMW che serviranno a incrementare i ricavi nel breve periodo sono inclusi anche incentivi al prepensionamento e scivoli all’uscita per i dipendenti con maggiore anzianità.

Guida autonoma sì, ma per ora non con Mercedes

Sempre alla fase di contrazione del mercato causata da Covid-19 è da attribuire poi la decisione presa da BMW e Mercedes di fermare momentaneamente la loro collaborazione per lo sviluppo della guida autonoma. Il comunicato ufficiale parla infatti di spese per lo sviluppo di una piattaforma comune e la concomitanza di un momento non adatto come cause di uno stop che non è però definitivo.

Fotogallery: BMW nuovo centro guida autonoma

Sia BMW che Mercedes potranno infatti riprendere in un secondo momento lo sviluppo congiunto di queste tecnologie, ma per ora si sono accordate per proseguire su strade separate ed eventualmente con partner diversi.

Riduzione del personale, la necessità del momento

Riassumendo il quadro della situazione, almeno a livello europeo, per quel che riguarda la crisi del settore auto vogliamo ricordare gli altri licenziamenti annunciati. Partiamo dal taglio di 1.000 lavoratori annunciato da Bentley che rappresenta un quarto della forza lavoro della casa britannica, esattamente come i 1.200 esuberi annunciati da McLaren.

Fra i diversi piani di trasformazione o di "sopravvivenza" già presentati si inserisce anche la notizia del taglio di 15.000 dipendenti Renault in tutto il mondo, riportata dai sindacati francesi, ma non confermata dalla stessa Renault.
A questo si aggiungono, solo per citarne alcuni, i 500 licenziamenti di Aston-Martin e il mancato rinnovo di 1.100 contratti a termine di lavoratori Jaguar Land Rover.