Per questo appuntamento torniamo sul genere delle sportive e i marchi in questione non potrebbero essere più diversi tra loro

Settimo capitolo del nostro appuntamento dedicato ai prototipi e concept più strani mai partoriti dalle menti di progettisti e ingegneri. Il tema è quello delle sportive non troppo estreme, che ci hanno colpito per alcune particolarità a livello progettuale

I costruttori coinvolti sono BMW, Skoda (non ufficialmente) e Abarth. Tutte le proposte mirano, o miravano, ad offrire un'esperienza di guida all'insegna della purezza e in alcuni casi con soluzioni tecniche che hanno fatto scuola. 

Le protagoniste 

La BMW Z29 sarebbe difficilmente associabile alla casa di Monaco se non sfoggiasse, come le altre, lo stemma con l'elica sul cofano. Gli studi eseguiti su questo modello sono stati utili per la realizzazione dei modelli futuri, a cominciare dal lavoro svolto sulla struttura per minimizzare il peso.

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I tecnici infatti hanno sfruttato le competenze accumulate in Formula 1 utilizzando la plastica rinforzata con la fibra di carbonio per la monoscocca. L'idea principale alla base della Z29 era proprio quella di togliere il maggior peso possibile per aumentare le prestazioni.

Dallo studio di design di Hoffman&Novague nasce la reinterpretazione moderna della Skoda 130 RS, auto da rally molto cara alla casa Ceca, che di fatto ha lanciato il costruttore all'interno delle competizioni in questa categoria.

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Per l'occasione è stata utilizzata come base un'Audi R8 con motore a 8 cilindri e cambio manuale. Il design riprende anche quello di altre sportive, soprattutto al frontale, dove fanno capolino dei fari che ricordano la Bentley Continental GT

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La Stola Abarth Monotipo 98 è un prototipo realizzato dalla azienda italiana Stola e presentato al Salone di Torino del 1998. Il progetto della vettura era nato due anni prima e nel nome voleva essere un ricordo dedicato a Carlo Abarth; il design venne affidato a Aldo Brovarone.

Fu valutata inizialmente la soluzione di un motore 5 cilindri turbocompresso di 2,4 litri montato in posizione centrale, ma alla fine si optò per un più tradizionale motore di derivazione Lancia 2 litri, 16 valvole e 4 cilindri montato in posizione anteriore trasversale. Questo era in grado di erogare 330 CV