I soldi sono erogati da Intesa Sanpaolo con il Governo come garante. Funziona così

Alla fine è arrivato: il mega-prestito chiesto da FCA Italia per sostenere il rilancio delle attività produttive, compromesse dal lockdown Coronavirus dei mesi scorsi, è stato approvato. 

C'è, però, la garanzia che la cifra erogata - 6,3 miliardi di euro in tre anni - sia utilizzata a favore delle attività sul territorio italiano, favorendo innovazione e sviluppo e tutelando l’occupazione dell’intera filiera automotive italiana che coinvolge circa 10.000 piccole e medie imprese con 200.000 dipendenti.

Fra queste, FCA rappresenta il 40% del fatturato complessivo, a cui si aggiungono 12.000 aziende e 120.000 occupati nel settore distribuzione, vendita e assistenza.

Questo in risposta ai dubbi e alle polemiche avanzate nei mesi scorsi, quando la prima richiesta di un aiuto economico, come peraltro indicato nel DL Liquidità che prevede l’intervento dello Stato come garante - e non come finanziatore diretto - per il sostegno alle grandi aziende, era stato contestato per timore che il gruppo FCA, oggi una holding con sede in Olanda, potesse utilizzare parte degli aiuti per attività esterne agli interessi nazionali.

Fondi privati, garanzia statale

L’accordo pone invece al riparo da questo rischio: il prestito è stato sottoscritto a favore di FCA Italy ed è sottoposto al rigido controllo statale circa la destinazione dei fondi, saranno erogati dall’istituto di credito Intesa SanPaolo e coperti per l’80% dalla garanzia della società assicuratrice SACE.

SACE, il cui ok dovrebbe arrivare a breve, fa capo alla Cassa Depositi e Prestiti, a sua volta controllata per l’83% dallo Stato Italiano attraverso il Ministero dell’Economia e delle Finanze.

In sintesi, dunque, il prestito arriva da un istituto privato ma con una stretta vigilanza del Governo, che interviene appunto in qualità sia di garante sia di supervisore, verificando che gli impegni presi dal colosso automobilistico siano rispettati.

Come ulteriore elemento di trasparenza, i fondi saranno depositati su conti correnti appositamente aperti presso Intesa San Paolo e destinati alla gestione dei pagamenti di fornitori e aziende partner.

Una boccata d'ossigeno aspettando la fusione

L'iniezione di liquidità non è però soltanto un balsamo per la filiera, ma un prezioso aiuto per la stessa FCA in attesa della discussa fusione con la francese PSA che necessiterà ancora di diversi mesi per essere portata del tutto a termine.

Mesi che il colosso italoamericano rischierebbe di trascorrere  in uno stato di sospensione e con operatività ridotta, in vista di un nuovo piano industriale congiunto che arriverebbe, appunto, soltanto a fusione avvenuta.

Con il rischio di indebolire la sua presenza sul mercato, pericolo ora più facile da scongiurare proprio grazie alle nuove risorse con cui saranno completati i programmi a breve termine già stabiliti.

Al via Alfa Tonale, Maserati e motori ibridi

All’atto pratico, l’investimento dovrà sia sostenere la transizione verso soluzioni a basse emissioni, sia l’avvio della produzione di nuovi modelli strategici, garantendo sviluppo e occupazione.

FCA, in effetti, ha già annunciato che del piano fanno parte il SUV compatto Alfa Romeo (chiamato provvisoriamente C-SUV e derivato dalla concept Tonale), i nuovi modelli Maserati tra cui GranTurismo e GranCabrio (anche elettriche) di nuova generazione, la “baby-Levante” e la supercar MC20, oltre alle motorizzazioni ibride in arrivo su Ghibli e Levante e, in generale, tutti prodotti negli stabilimenti di Torino, Modena e Cassino (FR).

Nel polo motoristico di Termoli (CB) sarà inoltre avviato lo sviluppo di un nuovo gruppo propulsore con tecnologia mild hybrid destinato a Jeep Renegade e Compass e alla 500X (prodotte a Melfi), destinato ad affiancare le attuali soluzioni plug-in battezzate 4Xe.

Inoltre, FCA Italy ha avviato il recupero di alcune strutture dismesse, come lo stabilimento di Rivalta (TO) che diventerà il nuovo centro logistico di componenti e accessori Mopar, e nel comprensorio storico di Mirafiori, sempre a Torino.