Gli organizzatori cancellano in anticipo la prossima edizione e mettono in vendita l’evento

Per causa di forza maggiore il Salone di Ginevra non si farà neanche l’anno prossimo.  E questa forza maggiore è evidentemente la drammatica crisi che sta vivendo il mondo dell’auto a seguito della pandemia da Coronavirus.

Il comitato organizzatore del più importante Salone motoristico del mondo questa volta ha giocato d’anticipo, bruciando qualsiasi speranza di ritorno alla normalità e confermando le indiscrezioni che si sono rincorse nelle ultime settimane.

Il "no" degli espositori

Sono troppo grandi le incertezze dei costruttori che secondo un sondaggio avrebbero votato a maggioranza per il no Ginevra 2021, e questo la dice lunga sulle preoccupazioni degli addetti ai lavori che ad oggi non sono ancora in grado di fare una qualsivoglia previsione di ripresa del settore. Se ne riparlerà nel 2022, forse.

Nel frattempo gli organizzatori devono far fronte anche ai problemi finanziari scaturiti dell’annullamento dell’edizione 2020. E qui c’è anche una polemica politica con il Cantone di Ginevra che ha si approvato un prestito salva Salone di 16,8 milioni franchi, ma a condizioni finanziarie ritenute tecnicamente non ammissibili dagli organizzatori che hanno rifiutato i soldi.

Sempre gli organizzatori hanno fatto in queste ore la loro controproposta: vendere il Salone a Palexpo SA, cioè all’ente fiera di Ginevra.

Come andrà a finire lo scopriremo nei prossimi giorni, ma nessuno si sarebbe immaginato un epilogo così drammatico per una manifestazione che ha rappresentato e scandito per 90 anni la storia dell’automobile.