Alcuni debiti con il fisco possono essere cancellati, ma a queste condizioni. Senza fare confusione con le deroghe per il coronavirus

Avete ricevuto una cartella esattoriale per un bollo auto o una multa non pagati? Se l’importo totale è inferiore ai 1.000 euro ed era una multa del 2007 potreste essere fortunati e non dover più pagare nulla. Addirittura potreste aver diritto ad un risarcimento se a seguito di quel debito avevate subito un fermo amministrativo.

Lo ha stabilito una sentenza della Corte di Cassazione nel 2019, ma se ne sta tornando a parlare perché c'è chi sta facendo confusione con le deroghe e gli sconti concessi a causa della pandemia da coronavirus. Vi spieghiamo quindi come funziona.

Cosa dice la Cassazione

La sentenza n. 29653 della Cassazione, giunta appunto a seguito di un ricorso, ha ribadito l’annullamento totale dei debiti e delle sanzioni, compresi IMU, TARI e tasse automobilistiche, che non superano i 1.000 euro inclusi interessi di mora e sanzioni, che sono stati iscritti al ruolo (ovvero affidati alle agenzie di riscossione) tra il 2000 e il 2010 come previsto dal Decreto Rottamazione-Ter del 2018.

E in conseguenza di questo, l’illegittimità delle misure e delle procedure come i fermi amministrativi eseguiti dagli agenti incaricati della riscossione negli anni successivi a seguito di quei mancati pagamenti. Ma perché?

Il Decreto Rottamazione-ter

Partiamo dall’inizio: Il Decreto Rottamazione-Ter, chiamato anche “Definizione agevolata 2018”, in quanto varato in quell’anno come proroga dei precedenti, consentiva sostanzialmente a chi aveva pendenze con il fisco in merito a vari tipi di tasse non versate tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2017 di risolvere la cosa in modo indolore pagando unicamente l’ammontare del debito e non le sanzioni o gli interessi di mora originariamente previsti per legge.

Ma non soltanto: il testo prevedeva, appunto, anche la totale cancellazione di tutti i debiti che non superavano il totale di 1.000 euro tra importo non versato, interessi e penali, sempre a condizione che fossero stati iscritti a ruolo tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2010.

Compreso il bollo

All’argomento avevamo già dedicato questo articolo nel novembre del 2019, quando una specifica nota del Ministero delle Finanze aveva chiarito che in questa sorta di condono rientravano, oltre a IMU e TARI anche le tasse automobilistiche e persino le contravvenzioni non versate.

Ciò per risolvere le controversie sollevate da alcune amministrazioni, in modo particolare le regioni, che non consideravano la sanatoria applicabile ai tributi locali e insistevano ad esigerne il recupero.

Per chi invece pagava, le nuove proroghe post-CoViD-19

I contribuenti che avevano invece debiti di importo superiore ai 1.000 euro e intendevano aderire alla Rottamazione-Ter dovevano presentare domanda entro il 30 aprile 2019, termine poi prorogato al 31 luglio per effetto del Decreto Rilancio.

Come ulteriore agevolazione, per questi, era previsto il versamento rateale, con le prime scadenze fissate il 30 novembre 2019, il 28 febbraio, 31 maggio, 31 luglio e 30 novembre 2020. Tuttavia, quelle di febbraio e maggio sono cadute nel periodo di lockdown che ha limitato, tra le altre cose, il libero accesso a uffici postali e sportelli bancari.

Per questa ragione, il Decreto Cura Italia ha inizialmente spostato la scadenza di febbraio al 31 maggio mentre successivamente, con il Decreto Rilancio del 22 maggio 2020, si è stabilito di prorogare il termine ultimo per il pagamento di tutti gli importi dovuti nel 2020 alla data del 10 dicembre, lasciando ai contribuenti più libertà di gestione.