Gli aggiornamenti sembrano piuttosto lievi e limitate ai paraurti, probabilmente per via della politica di riduzione costi di BMW

Nonostante gli aggiornamenti del model year 2019, sembra che per la MINI John Cooper Works stiano arrivando altri ritocchi stilistici, come dimostrano queste nuove foto spia.

A giudicare dalle camuffature, il cambiamento più importante sembrerebbe essere un nuovo disegno del paraurti anteriore e della calandra. Non è facile intuirne le forme in modo preciso: si vedono le nuove prese d'aria verticali agli angoli del frontale, ma la fascia centrale rimane ben nascosta.

Riduzione costi

Nella parte posteriore, c'è una nuova fascia che corre lungo tutto il paraurti, sopra i terminali di scarico. Dato che per il resto sembra tutto invariato, questo aggiornamento potrebbe essere considerato un semplice facelift.

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Il motivo dietro a queste novità "minori" è la volontà da parte di MINI di prolungare la vita dei suoi modelli, anche oltre la durata media di sei anni. La combinazione di Brexit e Coronavirus sta portando la Casa madre di MINI, BMW, a ridurre i costi: l'obiettivo è risparmiare 12 miliardi di euro entro la fine del 2022.

Ed è chiaro che, in quest'ottica, aggiornare i veicoli già a listino sia molto più semplice ed economico che svilupparne uno nuovo.

In cerca di stabilità economica

Anche il refresh del 2019 era stato piuttosto leggero nelle modifiche: la MINI Cooper MY 2019 aveva ottenuto nuovi gruppi ottici davanti e dietro, un nuovo design interno e un sistema di infotainment da 6,5 pollici o, opzionale, da 8,8 pollici.

Considerati i cambiamenti abbastanza lievi, MINI - volendo - avrebbe molte possibilità di apportare modifiche più importanti per il MY 2020, eppure le foto spia non sembrano anticipare grosse novità rivoluzionarie.

Come molti altri marchi, però, MINI ha economicamente bisogno di stabilizzarsi: come già detto poco più su, l'impatto di Brexit e Coronavirus combinati non stanno giovando affatto alle sue finanze.

Nella sola Italia, ad esempio, le immatricolazioni di giugno sono state il 25% in meno rispetto al 2019, mentre le quelle del primo semestre di quest'anno sono state il 44,6% in meno.