A Vallelunga la nuova belva del Toro si è allenata in vista del debutto ufficiale

Un'astronave da 5,50 m con un V12 aspirato e 830 CV dichiarati dal costruttore. La Lamborghini SCV12 non è solo l'ultima nata dal reparto Ricerca e Sviluppo capitanato da Maurizio Reggiani, ma anche una "spremuta" dell'intera factory di Sant'Agata Bolognese.

Oltre alla collaborazione con Dallara, dentro troviamo anche il Centro Stile e la Squadra Corse, che dalla sua nascita, nel 2014, di strada ne ha fatta. Se non riuscite a trattenervi godetevi pure l'hotlap che trovate nel nostro video in apertura.

Verso il debutto

In Lamborghini non si era mai visto niente del genere e ci sono tante informazioni che devono ancora arrivare. Per adesso sappiamo che questo prototipo omologato FIA, ma sciolto dai regolamenti GT, è il capostipite per un programma esclusivo di track day e time attack che vedrà i facoltosi clienti mettersi alla prova nei circuiti più affascinanti.

Fotogallery: Lamborghini SCV12

Di lei vi abbiamo già parlato nel dettaglio e stavolta più che sulla tecnica vogliamo soffermarci sul concept che c'è dietro. La dirigenza voleva celebrare sua maestà il V12 e per questo ha deciso di mettere in pista un mostro capace di prestazioni devastanti. 

Analogica e senza limiti

Non c'è alcuna forma di elettrificazione, né aerodinamica attiva o sospensioni a controllo elettronico. Tutto è stato pensato per offrire l'esperienza più viscerale che possa esserci e l'auto è solo una parte dell'esperienza in cui i proprietari potranno immergersi.

I collaudi sono seguita da nomi come Giorgio Sanna, Emanuele Pirro e Marco Mapelli, che stanno cercando di regalare alla SCV12 il setting più neutro per renderla semplice da guidare di primo acchito e permettere ai driver di districarsi al meglio nella miriade di regolazioni che un mezzo del genere offre a chi guida.