Il sistema di bonus è promosso dall'Associazione che però ne sottolinea il limite. I fondi vanno rifinanziati

Incentivi auto sì, ma c'è qualcosa che va ritoccato. L'UNRAE - l’Associazione che rappresenta le Case estere operanti sul mercato italiano delle autovetture, dei veicoli commerciali e industriali e dei bus - promuove il sistema di bonus che è stato convertito in legge dal Decreto Rilancio ma ricorda che la strada per la ripresa è lunga e c'è molto altro da fare.

Con gli incentivi auto 2020 si risponde alle esigenze di un comparto che con il lockdown per il coronavirus ha visto più che dimezzare le immatricolazioni nei primi cinque mesi dell'anno. Tuttavia, anche se si tratta di "un segno storico", lo stanziamento è limitato (50 milioni di euro) e "dovrà esserci un immediato rifinanziamento dei fondi", dice l'UNRAE.

Bene che ci siano anche le Euro 6

L'UNRAE apprezza, in particolare, che agli incentivi possano accedere non solo le elettriche e le ibride, ma anche le auto termiche Euro 6, "oggi dotate di tecnologie altamente innovative che ne abbattono in maniera sostanziale le emissioni".

"Con questi incentivi – dice il Presidente di UNRAE, Michele Crisci – si permette concretamente la ripresa del comparto e, con l’inserimento degli Euro 6, si contribuisce ad un processo di sostituzione di un parco auto circolante fra i più vecchi d’Europa”.

Il frutto di un lavoro congiunto

Crisci ha poi riconosciuto “l’apertura al confronto e la disponibilità nell’accogliere le proposte UNRAE da parte delle istituzioni, con le quali abbiamo mantenuto un contatto continuo che, certamente, dovremo continuare e sviluppare nel futuro per affrontare le tante sfide che il mondo dell’auto deve vincere, in tutti i suoi comparti e non solo delle autovetture, dal sostegno alla domanda all’innovazione tecnologica fino ai nodi infrastrutturali”.