Si chiamerà Genova San Giorgio, sarà inaugurato il 3 agosto. Intanto però sono polemiche per le norme non rispettate

A meno di 2 anni dal tragico crollo del ponte Morandi il nuovo ponte di Genova, per il quale è stato scelto il nome "Genova San Giorgio" (come comunicato dal sindaco della città Marco Bucci sulla propria pagina Facebook) è pronto per l'inaugurazione, fissata per il 3 agosto alle 18.30.

Una ricostruzione iniziata con innumerevoli botta e risposta tra Governo e Atlantia (concessionaria delle Autostrade, ormai prossima all’addio) e proseguita senza intoppi. Almeno così pare.

 

Con l’inizio dei primi collaudi infatti sono emersi i primi problemi, e non da poco. Una volta aperto al traffico infatti il nuovo cavalcavia della A10 potrà essere percorso al massimo a 80 km/h, contro i 90 del vecchio ponte Morandi.

Norme non rispettate

Una notizia portata a galla dal Sole 24 Ore e che lascia stupiti, dal momento in cui si tratta di un’opera completamente nuova e che ci si aspettava rispettasse il Dm Infrastrutture 5 novembre 2001, detto “Norme funzionali e geometriche per la costruzione delle strade”. Documento che, come specificato dal nome, regolamenta ogni aspetto della costruzione di nuove strade, indicando anche – ad esempio – lunghezza dei rettilinei e raggio delle curve.

Proprio quest’ultimo punto non è stato rispettato durante la costruzione del nuovo ponte di Genova. Un’opera nuova al 100% ma basata su uno schema del 1967 (anno di costruzione del ponte Morandi), con curve troppo strette per rispettare il Dm del 5 novembre 2001. Morale: il nuovo ponte non è a norma e non si potranno quindi applicare i precedenti limiti di velocità di 90 km/h. Chi andrà verso Levante non potrà superare gli 80 km/h mentre (pare) viaggiando verso Savona il limite sarà di 70 km/h.

Troppa fretta

Un dettaglio emerso già in fase preliminare da Italferr (responsabile della fase esecutiva del progetto), che aveva indicato come – per rispettare il Dm – si sarebbe dovuto scavare nella galleria Coronata per migliorare il raccordo tra ponte e strada. Anche Aspi aveva sollevato il problema, senza però ricevere risposta. Dal Consiglio superiore ci fu unicamente l’indicazione di utilizzare asfalto ad alta aderenza.

La colpa, secondo il consorzio responsabile della ricostruzione del ponte sul Polcevera, sarebbe della fretta imposta dal Governo.

Si chiarisce, infine, che non è il Commissario, ma il Governo e il Parlamento, ad aver stabilito di dover operare in estrema urgenza.

Una dichiarazione contenuta in una nota pubblicata dal Commissario per la ricostruzione, nella quale viene fatta chiarezza sulla questione norme:

Nello specifico, la curva del tracciato era preesistente già nel vecchio ponte. Il nuovo viadotto, che ricalca quell'impostazione, è conforme ai vigenti requisiti tecnici, in base ai quali è stata calcolata la velocità massima di esercizio di 80 km/h, che il concessionario potrà poi variare a seconda delle modalità di esercizio

La nota sottolinea anche che, essendo il nuovo ponte nato su un tracciato preesistente, non si possono applicare le norme contenute nel Dm del 5 novembre 2001. Un’opera che quindi imporrà un’andatura più lenta ma che, come sottolinea il consorzio PerGenova, rispetta tutte le norme di sicurezza.

Iniziano i primi collaudi

E proprio per testare il rispetto di tutte le altre normative – in primis quelle di sicurezza – nel weekend sono iniziati i primi collaudi sul nuovo ponte, con il passaggio di 56 tir da 44 tonnellate ciascuno, per un totale di quasi 2.500 tonnellate di carico statico. Si tratta del primo di una serie di test della durata di 6 giorni e che, se andranno a buon fine, porteranno all’inaugurazione del nuovo ponte, prevista tra il 1° e il 5 agosto.