Da retrovisori virtuali allo sterzo elettronico, ecco le tre migliori tecnologie auto arrivate e le tre più interessanti dimenticate

Di solito, quando un costruttore annuncia l’arrivo di una nuova tecnologia, è perché è pronto a metterla in produzione. A volte ci vuole giusto il tempo di industrializzarla, altre volte ci sono problemi di natura etica - basti pensare alla guida autonoma di 3°, 4° e 5° livello - che ne posticipano l’arrivo, ma l’obiettivo viene comunque raggiunto.

Ce ne sono però anche alcune che - nonostante le impressioni positive - finiscono per venir accantonate, di solito a causa di qualche difetto pratico o semplicemente perché rivelatesi non convenienti sul piano economico.

Ecco tre innovazioni che hanno rispettato i piani e altrettante invece relegate a semplici curiosità - almeno per il momento.

Le innovazioni giunte sulle strade

Mantenuta - Retrovisori virtuali Lexus 1

Li abbiamo visti per decenni su una moltitudine di concept (ricordate la Volvo SCC di inizio millennio?) ma i primi a portare i retrovisori a telecamera davvero in produzione - come optional - sono stati Audi con e-tron e Lexus sulla nuova ES.

Mantenuta - Retrovisori virtuali Audi 2
Mantenuta - Retrovisori virtuali Lexus 2

Sostituiscono gli specchi esterni con microcamere, riproducendo le immagini su schermi posti nell’abitacolo e - oltre a favorire l’aerodinamica - possono integrare sistemi di sicurezza attiva come il Blind Spot Monitor. Inoltre, si sporcano meno facilmente.

Mantenuta - Illuminazione OLED

Il sistema di illuminazione dinamica OLED, basato su diodi organici, è stato annunciato da Audi una decina di anni fa e sembrava una soluzione fantascientifica: sciami di puntini luminosi capaci di “scorrere” componendo indicazioni mobili di colori differenti.

Oggi invece il sistema è realtà, in una prima versione applicata ai fanali posteriori della Audi Q5 resyling, che possono mutare la grafica e l’illuminazione a seconda delle situazioni (e in base alle preferenze del cliente).

Mantenuta - Sterzo by wire 2

Il volante senza piantone - o quasi - è realtà grazie a Nissan, che lo ha introdotto con il nome di Direct Adaptive Steering sulle Q50 e Q60 del marchio Infiniti pochi anni fa.

A dire il vero, per sicurezza il piantone c’è ed è pronto a essere ricollegato tramite una frizione se ce ne fosse bisogno, normalmente però il volante è disconnesso e gli input sono trasformati in movimenti da due motorini elettrici controllati da tre centraline indipendenti.

Mantenuta - Sterzo by wire

Sulla carta, il comfort è assoluto perché non ci sono vibrazioni che si ripercuotano dalle ruote al volante, e la taratura elettronica provvede a “simulare” lo sforzo e quindi offrire un feedback "reale" a chi guida.

Oltre a ZF, partner di Nissan, altre aziende sono al lavoro per evolvere e diffondere questa tecnologia. Tra di esse la Nexteer Automotive, che ha proposto una soluzione interamente “by wire”, eliminando del tutto il collegamento fisico.

Quelle mai arrivate

Mancata - Narrow Passage 3

Intorno al 2010 ancora BMW ha presentato un pacchetto di nuovi dispositivi per la sicurezza attiva con l’intenzione di introdurli a breve: tra questi c’era il “Narrow Passage”, un sistema per aiutare a effettuare passaggi e sorpassi in spazi limitati.

Mancata - Narrow Passage 1
Mancata - Narrow Passage 4

Grazie a sensori radar laterali e telecamere, il sistema era in grado di misurare lo spazio e valutare se l’auto potesse o meno passarci, indicando il margine su ciascun lato tramite l’head-up display e persino aiutare con lo sterzo assistito a tenere la giusta traiettoria. Purtroppo, sui modelli di serie non è mai arrivato.

Mancata - Ibrido ad aria 1

Non parliamo della curiosa Eolo, la vettura ad aria compressa del visionario ingegnere Guy Negre, ma di una soluzione che PSA aveva sperimentato tra il 2013 e il 2014 per trovare un’alternativa semplice e poco costosa all’oggi diffuso mild hybrid elettrico da applicare alle utilitarie del Gruppo.

Mancata - Ibrido ad aria 2
Mancata - Ibrido ad aria 3

Si chiamava "Hybrid Air" e, invece dell’elettricità, utilizzava la pressione accumulata in una bombola durante le decelerazioni, per rilasciarla in accelerazione dando una "spintarella in più".

Le possibilità di impiego erano però limitate e alla fine si è preferito puntare sui sistemi a batteria sviluppati su larga scala.

Mancata - Recupero energetico a vapore

Circa 15 anni fa, pensando a come recuperare la grande quantità di energia dispersa sotto forma di calore dai motori endotermici, i tecnici BMW hanno ideato il Turbosteamer.

Si trattava di un intricato sistema di tubazioni, in cui acqua trasformata in vapore dalle alte temperature poteva essere utilizzata per dare una spinta al volano, come in una centrale termoelettrica.

Complessità, aumento di peso e - ancora una volta - minor praticità rispetto alle soluzioni elettrificate hanno fatto finire l’idea in un cassetto.

Fotogallery: Tecnologia auto, tre promesse mantenute e tre mancate