16 mila metri quadrati divisi tra Mirafiori e Pratola Serra conterranno le 25 linee adibite alla produzione di mascherine

FCA ha iniziato i lavori di adeguamento delle linee che, tra pochi giorni, si occuperanno della produzione di mascherine chirurgiche all'interno degli stabilimenti di Mirafiori (Torino) - dove si costruiscono le Maserati Levante, Ghibli e Quattroporte e la nuova Fiat 500 elettrica - e Pratola Serra (Avellino).

Auto e mascherine usciranno quindi insieme dai cancelli della fabbrica seguendo l'iniziativa promossa dalle autorità governative italiane attraverso il Commissario Straordinario per l'emergenza Coronavirus, Domenico Arcuri. L'avvio della produzione è in programma tra agosto e settembre e, quanto tutto sarà a regime, saranno ben 600 i lavoratori impegnati in tale attività.

Obiettivo 27 milioni di mascherine al giorno

In questi giorni sono arrivati i primi quattro macchinari industriali di un impianto da 7.000 metri quadrati che prenderà parte dell’officina 63 di Mirafiori composto, in totale, da 25 linee produttive. Ce ne saranno invece 19 a Pratola Serra, con i lavori di ristrutturazione dell'impianto che sono già iniziati per liberare alla svelta i 9.000 metri quadrati da destinare alla produzione di mascherine.

L’obiettivo è quello di produrre complessivamente 27 milioni di mascherine al giorno, una mole gigantesca che però garantirebbe una bella boccata d'aria al mercato. Parte di queste verranno utilizzate dai dipendenti di FCA, mentre la stragrande quantità verrà affidata alla Protezione Civile per essere distribuita.

Pietro Gorlier, COO della Regione EMEA di FCA, ha commentato:

Questa iniziativa rientra in un’azione più ampia che abbiamo portato avanti in ambito mondiale per sostenere le realtà locali in cui siamo presenti ed in particolare i nostri dipendenti. In Italia abbiamo messo a disposizione le nostre eccellenze sul fronte industriale fin dalle prime battute della pandemia e ci siamo fortemente impegnati con tutte le nostre società con molteplici iniziative a sostegno delle organizzazioni sanitarie italiane e internazionali.