Il Premier lancia l’idea per collegare la Penisola alla Sicilia, parlando di miracolo della tecnologia

Quella relativa al ponte sullo stretto di Messina è una discussione che ciclicamente torna alla ribalta, seguendo idee e boutade di vari politici. Un’idea per collegare Penisola e Sicilia, distanti “appena” 3,14 chilometri rilanciata dalle parole di Giuseppe Conte.

Ieri il Premier, intervenuto a un evento organizzato da Affaritialiani.it, ha infatti dichiarato

“Dobbiamo pensare, quando si realizzeranno le condizioni, a un miracolo di ingegneria. Dovrà essere una struttura ecosostenibile, leggera […] e nel caso, anche sottomarina”.

Ipotesi aperte

Parole che fanno presupporre come nel Governo siano già in atto discussioni sull’opera, con tante opzioni sul tavolo, compresa quella di realizzare un tunnel sottomarino per collegare Calabria e Sicilia, lasciandosi alle spalle così i problemi relativi alla costruzione di un ponte.

Quello che più conta per il Premier però è l’aspetto di impatto ambientale e di vero servizio alla popolazione. Ecosostenibilità è la parola d’ordine, assieme a compatibilità territoriale. Niente ecomostro, ma una struttura moderna ed efficiente, come ad esempio il nuovo ponte di Genova San Giorgio che, grazie ai suoi pannelli solari, è in grado di auto alimentarsi.

Ma, prima ancora di pensare se davvero scavare un tunnel sottomarino, alla maniera di quello che collega Francia a Inghilterra (lungo 50 km), bisognerà attendere il periodo giusto. “Ma lo faremo a tempo debito” ha sottolineato 2 volte Conte.

Una storia lunga decenni

La prima idea del ponte sullo stretto di Messina risale a fine anni ’60, con il progetto di un ponte a campata unica lungo 3,3 km. Un’opera immensa e da record (che sarebbe seconda solo al ponte sullo stretto di Akashi, in Giappone, lungo 3.911 metri) trascinata lungo quasi mezzo secolo di storia italiana, con progetti preliminari approvati e cancellati.

Ora si torna a parlarne, senza fretta, ma non prima di assicurare al sud Italia collegamenti interni, “in primis l’alta velocità”.