I 100 milioni di euro esauriti in pochissimi giorni mentre (pare) 300 milioni per le altre fasce rischiano di rimanere in giacenza

Richiesti con forza e decisione da tutti gli addetti ai lavori, gli incentivi auto sono stati messi sul piatto dal Governo, inizialmente con un fondo di 50 milioni, poi diventati 480, di cui 100 destinati all’acquisto di auto con emissioni di CO2 comprese tra 91 e 110 g/km.

Proprio tale cifra è terminata questa mattina, ponendo quindi di fatto la parola “fine” per gli sconti statali relativi ad una determinata fascia di auto. Quelle più comuni sul mercato. E ora che succede?

I problemi delle concessionarie

Come sottolineato in una nota stampa dell’Unrae, uno dei problemi maggiori che ha afflitto le concessionarie a partire dal 15 agosto scorso, primo giorno con i nuovi incentivi, riguardava la piattaforma che gestisce l’Ecobonus.

Piattaforma che “prevede un limite di 50 pratiche al giorno per ogni concessionario registrato con la conseguenza che, con i fondi agli sgoccioli, nella categoria 91-110, un consumatore che pure ha concluso il suo acquisto rischia di non vedersi concedere gli sconti perché la sua pratica è stata completata quando ormai i fondi erano esauriti. Questa situazione lascia nel caos le reti di concessionari a livello nazionale che devono gestire da soli i reclami e le preoccupazioni degli automobilisti”.

Il rischio concreto è quindi quello che un automobilista che abbia acquistato un’auto nuova con l’intenzione di beneficiare degli incentivi (fino a 3.500 euro con rottamazione, 1.750 senza), si trovi a dover pagare il prezzo pieno per via della mancanza dei fondi.

E le altre classi?

Sempre secondo l’Unrae per le autovetture con emissioni comprese tra 0 e 90 g/km di CO2 ci sarebbero ancora gran parte dei fondi (“ad oggi quasi 300 i milioni disponibili, di cui probabilmente tanti in esubero”) che potrebbero quindi ritornare al mittente.

Una delle ipotesi per sollevare un mercato in crisi (ma in timida ripresa, con un -0,4% a settembre) sarebbe quella di spostare parte della cifra rimanente sulla fascia 91-110 g/km. Oppure immettere nuovi fondi destinati unicamente a quelle auto.

“È più che mai urgente – ha commentato il presidente Unrae Michele Crisci – rifinanziare il fondo esaurito per non frenare la crescita di un settore già fortemente colpito nei mesi scorsi dall'emergenza sanitaria". Ora la palla passa al Governo.

Una questione spinosa nella quale bisogna mantenere un difficile equilibrio fra esigenza di destinare gli sforzi economici che si stanno facendo per velocizzare la transizione, e quelle per proteggere un comparto economico importante in termini di posti di lavoro ed interessi economici.