Lo stabilisce il nuovo protocollo d'intesa fra ASI (Automotoclub Storico Italiano) e ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani)

Se è vero che gli incentivi statali spingono all'acquisto di auto nuove e meno inquinanti, è anche vero che la cerchia di appassionati di auto d'epoca non ha certo intenzione di abbandonare le proprie "signore su ruote". 

Proprio a questi appassionati è indirizzato il nuovo protocollo d'intesa fra ASI (Automotoclub Storico Italiano) e ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani), che prevede più "manica larga" nei confronti delle auto storiche, evitando i blocchi totali per l'inquinamento nei comuni e nelle province. 

Patrimonio italiano

Questa nuova intesa, si legge nella nota ASI, "collabora nel meccanismo generale di promozione del Paese": permettere alle auto storiche di muoversi sul territorio significa anche valorizzare il patrimonio artistico, culturale e enogastronomico dell'Italia, e non solo quello motoristico.

Milano AutoClassica 2019

Questo perché ASI è solita promuovere numerose attività sul suolo nazionale con protagoniste le auto storiche, anche in tempi difficili da Coronavirus in cui il club ha proposto un viaggio per l'italia in streaming.

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Fra i piani di ASI e ANCI, c'è anche la richiesta di veri provvedimenti legislativi che tutelino sia la conservazione sia l'utilizzo dei veicoli storici, "in quanto parte integrante - e fondamentale - della storia del Paese".

Alberto Scuro, Presidente ASI, ha detto:

“Il protocollo d’intesa siglato con ANCI rappresenta una tappa fondamentale nel percorso che la Federazione sta portando avanti, in ambito sociale e culturale. Il motorismo storico non è solo passione, è davvero un settore che può offrire grandi opportunità per lo sviluppo del Paese: fa parte delle eccellenze italiane riconosciute in tutto il mondo e come tale sposa alla perfezione missione e obiettivi di ANCI”.