Il Parlamento obbliga i costruttori a più severe regole sulle emissioni di NOx, da rispettare entro il 2022

Lo scandalo dieselgate ha assestato un forte colpo al mondo dell’auto, scoperchiando un vaso di Pandora fatto di dati falsati riguardanti le emissioni delle vetture. Da quel momento l’Unione Europea, ma non solo, ha aumentato la stretta sulle Case auto e da lì si è arrivati al recente (e più severo) ciclo di omologazione WLTP.

L’Europa però non vuole fermarsi e ha varato ieri una nuova norma che, da settembre 2022, obbligherà tutte le Case auto presenti nel Vecchio Continente ad abbattere drasticamente le emissioni di NOx.

La situazione attuale

In pratica il Parlamento Europeo mira a cancellare il cosiddetto Fattore di conformità, norma che permette alle Case di superare di un determinato valore le emissioni massime consentite per i motori diesel. Motori che, va detto, per la stragrande maggioranza rispettano già le direttive.

Attualmente tale fattore equivale a 2,1: vale a dire che auto con emissioni nocive fino a un massimo di 168 mg/km, ovvero più del doppio rispetto agli 80 mg/km posti come limite. Il perché di tale discrepanza è da ricercarsi – come evidenziato dallo stesso Parlamento – la non completa affidabilità dei sistemi PEMS, ovvero i macchinari adibiti alla misurazione delle emissioni nocive.

Le tappe

L’obiettivo è dunque quello di arrivare, entro il 30 settembre 2022, ad ottenere un totale allineamento tra emissioni dichiarate e reali. Per riuscire nell’intento l’Europa abbatterà i valori del Fattore di conformità, passando fin da subito a 1,43 (114,4 mg/km), per poi arrivare a 1,32 (105,6 mg/km) e poi a 0.