Grazie (anche) agli incentivi le ricaricabili alla spina triplicano le vendite a settembre. La regina è Jeep Compass

L'inizio delle vendite di Jeep Compass 4xe e Jeep Renegade 4xe ha dato (assieme a tante altre novità) una nuova spinta al mercato italiano delle auto ibride plug-in che era già avviato verso numeri record in un 2020 tormentato dalla crisi da Coronavirus.

Il recente fenomeno delle auto ibride ricaricabili alla spina (PHEV) si somma in particolare a quello dei SUV che è in crescita costante da anni, tanto che nella Top 10 delle immatricolazioni di settembre 2020, ben nove sono SUV e crossover.

Jeep parte subito in testa nella Top 10

Partiamo proprio dai dati di vendita di settembre per scoprire che la Jeep Compass è l'ibrida plug-in più venduta, seguita dalla sorella Jeep Renegade sempre prodotta a Melfi (PZ) e dalla svedese Volvo XC40 plug-in.

Jeep Compass 4xe
Jeep Renegade 4xe
Volvo XC40 Recharge T5 Plug-in Hybrid

Top 10 immatricolazioni ibride plug-in settembre 2020

  2020 2019
Jeep Compass 304 0
Jeep Renegade 251 0
Volvo XC40 218 0
Mercedes Classe A 178 0
Audi Q5 152 69
Citroen C5 Airscross 150 0
Renault Captur 144 0
MINI Countryman 130 222
Mercedes GLA 117 0
Peugeot 3008 113 0

Subito fuori dal podio c'è poi la Mercedes Classe A 250 e EQ Power, unica berlina in classifica. Anche l'appena arrivata Renault Captur E-TECH Plug-in fa sentire per la prima volta il suo peso sull'immatricolato mensile.

Da inizio anno vince ancora Ford Kuga

Allargando lo sguardo ai primi nove mesi del 2020 vediamo invece che al primo posto c'è ancora la Ford Kuga Plug-in Hybrid, avvicinata dalla Volvo XC40, mentre le due nuove Jeep alla spina si preparano a scalare la classifica.

Ford Kuga

Top 10 immatricolazioni ibride plug-in gennaio-settembre 2020

  2020 2019
Ford Kuga 1.232 0
Volvo XC40  1.000 0
MINI Countryman 894 1.316
Peugeot 3008 669 0
Porsche Cayenne 637 17
Jeep Renegade 538 0
Jeep Compass 513 0
Mercedes Classe A  492 0
Opel Grandland X 474 0
BMW X1 443 0

Numeri incredibili (vista la categoria e la mancanza di incentivi) per la Porsche Cayenne ibrida plug-in, mentre la Peugeot 3008 plug-in si avvicina al podio.

Vendite plug-in triplicate

Se passiamo ai numeri dell'intero segmento delle auto ibride plug-in scopriamo che a settembre 2020 le immatricolazioni sono più che triplicate, con 2.874 unità contro le 790 di settembre 2019 (+263,8%).

Questo significa che la quota di mercato delle ibride ricaricabili alla spina ha toccato nel mese l'1,8% contro lo 0,6% dello scorso anno, mentre il consuntivo da inizio anno segna una quota di plug-in all'1,3% contro lo 0,3% degli stessi nove mesi 2019.

A livello di alimentazioni vincono ovviamente le ibride plug-in a benzina (93,7% del totale), vista la grande offerta, mentre il 6,3% è riservato alle plug-in diesel che al momento sono solo modelli marchiati Mercedes (qui un elenco per autonomia)

Merito degli incentivi e non solo

Gran parte del merito di questo exploit delle auto ibride plug-in è da attribuire agli incentivi statali validi dal 1° agosto al 31 dicembre 2020 che rendono più conveniente l'acquisto di auto mediamente più potenti e costose di quelle “normali”.

Chi acquista una di queste vetture con emissioni di CO2 comprese nella fascia 21-60 g/km di CO2 e un prezzo massimo (con optional e IVA) di 61.000 euro ha infatti diritto ad uno sconto di 6.500 euro con la rottamazione e di 3.500 euro senza rottamazione.

Una garanzia (al momento) contro i blocchi del traffico

Il resto del successo crescente delle auto ibride plug-in è da attribuire poi alla necessità degli automobilisti di cautelarsi contro i prossimi blocchi del traffico imposti alle auto diesel e a quelle a benzina più inquinanti.

Pochi infatti si sentono pronti a passare all'auto elettrica per via di alcune limitazioni come l'autonomia non sempre elevata e oggettive difficoltà di ricarica nelle grandi città dove mancano i garage. Questo spinge molti acquirenti a fare un passo intermedio, quello dell'auto ibrida plug-in che supera alcuni di questi limiti e necessita comunque, per essere conveniente, di ricariche quotidiane.

Da non dimenticare sono poi gli incentivi regionali e locali, oltre alle agevolazioni come l'esenzione del pagamento del bollo e il parcheggio gratis sulle strisce blu.

Il noleggio incide per un bel 41%

Importantissimo è poi il contributo dato dalle auto aziendali, dalle flotte e dalle immatricolazioni per noleggio (a lungo e breve termine) al boom delle ibride plug-in.

Mentre per auto a benzina e diesel la quota percentuale delle immatricolazioni riservate al noleggio si attesta a settembre rispettivamente al 10% e al 29%, per le ibride plug-in la stessa quota arriva al 41%.