Non era solo una piccola auto per la città con motore "green", ma anche un'idea per rimediare alla mancanza di spazio...

Nella prima metà degli Anni '90 abbiamo assistito alla presentazione di molti prototipi di auto da città molto piccole. Nel 1991 Volkswagen ha presentato Chico, che in seguito è diventato Lupo. Nel 1994 è stata la volta dei primi studi di design della Smart e nel 1995 la Opel Maxx fece scalpore alla sua comparsa.

Decisamente più insolita dei prototipi già citati, ma oggi poco conosciuta è la Renault Zoom. È stata presentata come concept car al Salone di Parigi nel 1992.

Facciamo... due passi

Quale era la particolarità della Zoom? Semplice: la sua lunghezza poteva variare tra 2.100 e 2.650 mm. Questo spiega il nome Zoom, che allude all'obiettivo della fotocamera che si accorcia o si allunga.

Fotogallery: Renault Zoom (1992)

La larghezza di questa due posti era di 1.520 mm. Per "piegarsi" l'asse posteriore era spinto in avanti, allo stesso tempo la parte posteriore del veicolo si sollevava in modo significativo. Questo sistema era utilizzabile nei parcheggi per facilitare l’uscita.

61 CV elettrici per la città

Zoom era un concept vehicle ideato per il traffico urbano e suburbano nata dalla ricerca congiunta di Renault e Matra sulle moderne auto elettriche. Prefigurando in parte quanto avviene oggi nel mondo dell’automobile, era spinta da un motore elettrico con una potenza di 45 kW (61 CV) ed era pensata principalmente per l’utilizzo in città, caratteristica che ritroveremo poi sulla Smart Fortwo.

Erano previste due porte a forbice, montate su assi inclinati, allo scopo di ridurre al minimo lo spazio laterale del corpo vettura e facilitare l'accesso Zoom anche nei parcheggi più angusti.