Insieme all’elettrificazione e allo sviluppo di una mobilità sempre più sostenibile è la sicurezza il tema principale su cui si gioca il futuro dei trasporto su gomma. Un settore che chiede a gran voce lo sviluppo di nuove tecnologie capaci, in un contesto favorevole di consapevolezza e informazione, diminuire drasticamente le vittime di incidenti stradali.

L’Automobile Club Italia e Bosch, impegnate da diverse angolazioni nell’obiettivo comune di una mobilità più sicura, hanno pubblicato i risultati dello studio “Gli effetti dell'AEB nella riduzione dei sinistri”, un approfondimento specifico sui dati raccolti nel 2019 circa gli effetti benefici degli ADAS.

Tamponamenti giù del 45%

Lo studio, realizzato dalla fondazione Filippo Caracciolo di ACI (che analizza l’evoluzione della mobilità al fine di valutare gli effetti in tema sicurezza e ambiente), in collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria dell’ambiente e del territorio del Politecnico di Torino, ha dimostrato come il sistema AEB che attiva la frenata d’emergenza attiva riesca ad evitare più del 45% dei potenziali tamponamenti. Una tipologia di incidente che rappresenta circa un terzo del totale degli incidenti in Italia.

Dati incrociati

I risultati dello studio sono stati ottenuti confrontando principalmente 3 banche dati. La prima è quella della compagnia assicurativa Unipol che raccoglie i dati provenienti dalle “scatole nere” da un campione italiano di 1,5 milioni di veicoli nel 2017 e 1,8 milioni nel 2018, per un totale di 24,5 miliardi di km percorsi.

La seconda è quella del PRA, il Pubblico Registro Automobilistico, con i modelli e l’anno di immatricolazione del circolante. La terza, infine, è il database ACI-ISTAT che contiene le informazioni sulla natura degli incidenti.

Incidenti dimezzati

Grazie all’elaborazione di questi dati, i risultati, espressi sotto forma di indice di sinistrosità (IS) (rapporto tra numero di incidenti e chilometri percorsi) riportano che:

  1. Con un campione di 257.643 vetture con AEB e una percorrenza di 2,81 miliardi di km, il numero di tamponamenti si attesta a 307 con un IS di 0,109
  2. Con un campione di 205.025 vetture senza AEB e una percorrenza di 2,37 miliardi di km, il numero di tamponamenti sale a 469 con un IS di 0,198.

Da questo si può estrapolare che si passa circa da 2 tamponamenti ogni 10 milioni di km a poco più di 1 tamponamento.

Dalla valutazione degli incidenti che non dipendono dall’AEB come gli urti laterali, le uscite di strada e gli scontri frontale per verificare il possibile effetto negativo degli ADAS in termini di distrazione e compensazione, i dati dimostrano che vi è una riduzione anche in questo caso con un -13,5%.

Parco circolante da ringiovanire

Considerando che un veicolo immatricolato da più di quindici anni presenta quasi il 50% di probabilità in più di essere coinvolto in un incidente grave rispetto a uno immatricolato da soli due anni, risulta ancora più necessario il ringiovanimento del parco circolante italiano che porterebbe non solo ad una importante riduzione delle emissioni di CO2 ma anche un sostanziale miglioramento dal punto di vista della sicurezza stradale.

Per raggiungere l’obiettivo prefissato dall’Unione europea di arrivare a quota zero vittime entro il 2050, resta però essenziale lo sviluppo di tecnologie ADAS di larga diffusione. Oltre all’obbligo, imposto sempre dall’UE, di dotare i modelli di nuova omologazione che debutteranno sul mercato dal 2022 di frenata d’emergenza, sistemi di mantenimento della corsia e altri 11 ADAS.