Sono pensate per le gare o per il fuoristrada estremo con una coppia di propulsori, e nessuno dei due era elettrico

Oggi che i modelli ibridi imperversano, il fatto che su un'auto possano esserci contemporaneamente due motori è diventato abbastanza normale, ma in passato ovviamente non era così. Anzi, aggiungere un secondo propulsore piuttosto che potenziare quello principale (o aggiungere una trazione integrale, se è quella l'esigenza), appare come un modo piuttosto complicato e poco pratico per risolvere il problema. Eppure, in passato, è accaduto qualche volta.

Certo, parliamo di vetture straordinarie, quasi tutte pensate per le competizioni e dunque senza preoccuparsi di sacrificare lo spazio nella zona posteriore, o di caricare il peso di un secondo motore, per raddoppiare la potenza e/o la trazione. E una di queste è andata persino in produzione. Indovinereste quale?

  1. Alfa Romeo 16C Bimotore
  2. Citroën 2CV Sahara
  3. Lancia Trevi Bimotore
  4. Mini "Twini"
  5. Volkswagen Golf Pikes Peak