Elettrica, porte a farfalla, terzo sedile trasversale, design da shuttle. Così la Casa coreana vedeva la sua futura piccola nel 2010

Circa dieci anni fa, quando Peter Schreyer, il designer tedesco passato da Volkswagen a Kia, introduceva la nuova calandra a “naso di tigre” sui modelli della Casa coreana, il mondo dell'auto iniziava a veder arrivare le prime vetture elettriche moderne come Mitsubishi i-MiEVNissan Leaf.

Per sorprendere tutti con qualcosa di radicalmente nuovo e proiettato verso il futuro, Kia presentò quindi al Salone dell’auto di Parigi del 2010 la concept Pop. Si trattava di una citycar estremamente compatta e 100% elettrica, realizzata dallo studio di design europeo di Kia di Francoforte.

Futuristica a dir poco

Kia Pop proponeva un design estremamente futuristico che si allontanava molto sia dai canoni stilistici tradizionali della Casa coreana sia da quelli contemporanei, ispirandosi invece a mezzi di trasporto come elicotteri, alianti, moto da record con carenature speciali e persino astronavi.

La carrozzeria, con profilo a goccia, proponeva un grande tetto panoramico fuso con il parabrezza, portiere a farfalla dotate di finestrini dalla forma ovale allungata e porta del bagagliaio trasparente. Nella zona frontale spiccava anche un velato richiamo al “naso di tigre” realizzato mediante dei fori.

Kia Pop (2010) — vista della schiena

Con 3 posti in meno di 3 metri

La Pop era lunga come una Toyota iQ (ai tempi unica rivale della Smart Fortwo per dimensioni), ossia meno di 3 metri, larga 1,74 metri e con un passo di 2,06 metri. Nonostante le forme estremamente compatte, la microcar coreana metteva però a disposizione un abitacolo con 3 posti a sedere. Oltre ai due posti frontali, nell’angolo del bagagliaio era infatti posizionato un terzo sedile trasversale raggiungibile attraverso la porta posteriore ad apertura laterale.

Kia Pop (2010) — vid sverhu

Minimalista ma high tech

L'interno della Kia Pop era essenziale alla vista, con un design che sembrava anch'esso ispirato a quello di una capsula o di un’astronave. Il colore scelto per l’abitacolo era il viola, considerato ispiratore di calma e tranquillità.

Sfruttando la compattezza del powertrain 100% elettrico, il pannello frontale era stato montato in posizione sospesa e spostato molto in avanti. I tecnici Kia dissero che il guidatore avrebbe così avuto una visione d'insieme paragonabile a quella del pilota di un elicottero.

Kia Pop (2010) – интерьер

Aveva già i retrovisori virtuali

Tutti i comandi erano facilmente accessibili, posti su delle leve e sul volante ovale. Le informazioni sui parametri dell'auto, la potenza della batteria e la guida potevano essere visualizzate su un piccolo head-up display a Led sotto il parabrezza, mentre le funzioni di clima, multimedia e navigazione si gestivano con un altro display davanti al passeggero. Agli estremi della plancia, due schermi mostravano le immagini delle telecamere laterali che sostituivano gli specchietti retrovisori.

Kia Pop (2010) — profilo

Fino a 160 km con un "pieno"

Il powertrain della Kia Pop era dunque composto da un motore elettrico in grado di erogare una potenza di 50 kW (68 CV) e una coppia massima allo spunto di 190 Nm. Il pacco batterie agli ioni di litio sviluppato in collaborazione con LG era già più leggero del 20% rispetto a quelli convenzionali del periodo e si ricaricava completamente in 6 ore con rete elettrica domestica a 220V oppure in appena mezz'ora nelle stazioni di ricarica rapida.

Fotogallery: Kia Pop Concept (2010)