La necessità di scorporare Lamborghini e Ducati deriva dalla necessità di investire sull'elettrico

Sempre più insistenti le voci di uno scorporo di Lamborghini e Ducati. Se dovessimo tradurre questa operazione in termini più semplici, dovremmo dire che l'auto elettrica avrà la meglio sulle hypercar e le moto sportive italiane.

Non è certo un mistero che gli investimenti del Gruppo Volkswagen quanto ad elettrificazione, daranno i loro risultati soltanto negli anni a venire, pertanto nel breve risulta fondamentale monetizzare.

Oggi il lusso rimane attuale, ma è pur vero che i costruttori hanno fatto delle scelte specifiche (vedi l'elettrico) tali da necessitare delle scelte di campo precise, che inevitabilmente vanno a penalizzare altri settori.

Scorporare non significa vendere

La decisione di scindere Lamborghini e Ducati dal resto Gruppo non significa per forza di cosa voler vendere i due marchi. Anzi, a ragion veduta, la quotazione in borsa di entrambi potrebbe essere più profittevole a lungo termine, con i tedeschi in quota di maggioranza.

Fotogallery: Lamborghini Essenza SCV12

Quota che negli anni potrebbe pure diminuire sino ad elidersi del tutto se la volontà fosse davvero quella di abbandonare due eccellenze nazionali.

L'esempio Ferrari

Non sarebbe certo la prima volta che un Gruppo automobilistico decide di scorporare uno dei brand. Il caso più eclatante è stata la quotazione in Borsa di Ferrari. Una scelta che ha svincolato il Cavallino rampante dalle dinamiche aziendali di FCA, assicurando allo stesso tempo nuovi investimenti.

Lamborghini Huracan EVO Fluo Capsule
Ferrari F8 Tributo

Una separazione che sino ad oggi ha marcato risultati positivi anche in tempo di crisi, sottolineando ancora una volta quanto a Maranello siano consapevoli di essere tra i pochi in ambito automotive ad essere considerati un bene rifugio. Perché val bene la passione, ma alla fine è la finanza che prende le decisioni.

Il ritorno di Stephan Winkelmann

Non c'è ancora stata alcuna ufficialità, ma le voci relative ad un rientro in Lamborghini da parte di Winkelmann sono sempre più insistenti per non dire certe. Dopotutto è a lui che va il merito di aver creduto in un progetto come il SUV Urus.

Bugatti Chiron e Stephan Winkelmann ai Motor1Days 2019
Stephan Winkelmann
Lamborghini Urus - Capsula in grafite
Lamborghini Urus

Auto che di fatto non solo ha alimentato i volumi e i profitti dalle parti di Sant'Agata, ma ha pure contribuito ad ampliare la clientela tipica del toro bolognese. Un'uomo dedito all'azienda, capace forse di attirare nuovi investitori, interessati alla casa emiliana come prossimo bene rifugio.

Dopotutto la tradizione non manca a Lamborghini, così come un parterre di vetture capaci di alimentare il desiderio degli appassionati e quindi salde economicamente nel tempo.

Servono le piattaforme

Al di là degli aspetti economico finanziari legati all'operazione di scorporo, c'è tutta una questione tecnica da esaminare. Indubbiamente l'evoluzione Lamborghini di questi anni è stata profondamente legata a quella Audi.

Le piattaforme sia di Urus che di Huracàn derivano dall'esperienza tedesca, e si tratta delle auto che vantano i volumi maggiori. Se bisogna guardare avanti, mantenendo in vita la tradizione, diventa basilare un piano ingegneristico saldo, in grado di realizzare nel tempo una nuova economia di scala targata Lamborghini.

E per questo l'eventualità di entrare in borsa potrebbe essere vista come una svolta positiva, in cui sarà fondamentale ridurre ai minimi termini gli effetti della transizione.