La seconda ondata di contagi deprime le immatricolazioni, ma Italia e Germania scongiurano il peggio

Nel mese di ottobre 2020 le immatricolazioni di auto nuove in Europa (EU + EFTA + UK) hanno toccato quota 1.129.223, contro 1.215.163 dello stesso mese del 2019. Questo significa un calo del 7,1% che spazza via il timido +1,1% di settembre 2020.

Dall'inizio dell'anno il calo è ancora più pesante perché in dieci mesi il mercato europeo ha perso per strada quasi 3,6 milioni di nuove immatricolazioni, arrivando a 9.696.928 unità che rappresentano il -27,3%.

Germania e Italia salvano dal tracollo

A guidare la spinta al ribasso c'è sicuramente il -21,0% della Spagna e il -9,5% della Francia, mentre a scongiurare un risultato ancora peggiore ci sono le perdite più contenute degli altri due grandi mercati europei: la Germania al -3,6% in ottobre e l'Italia quasi in pareggio col suo -0,2%.

Uno sguardo sugli altri mercati del Vecchio Continente mostra una leggera flessione per il Regno Unito (-1,6%), la Polonia al -14,6%, il Belgio al -9,4. Fra i pochi Paesi in controtendenza che manifestano una spinta alla crescita delle immatricolazioni ci sono Norvegia (+23,6%), Romania (+17,6%), Islanda (+12,0%) e Irlanda (+5,4%).

"Benino" solo FCA e Renault

La relativa tenuta del mercato italiano e del suo produttore principale è confermata dai dati divisi per gruppi, visto che FCA è praticamente l'unico col segno più a ottobre: +3,2% grazie anche a Jeep. Fra i meno colpiti dalla crisi da Covid-19 c'è anche Renault che piazza un +0,5%.

Tutti gli altri costruttori perdono rispetto ad ottobre 2019, a partire dalla capolista Gruppo Volkswagen al -7,5%. Particolarmente pesante è la contrazione di Ford (-21,3%), così come quella di Mazda (-34,6%) e di Jaguar Land Rover (-16,5%).