Annunciata un anno fa circa, la Nuova Toyota Mirai è ora realtà. Tutta nuova, rappresenta quanto di meglio la Casa nipponica, una delle poche che sta spingendo davvero sull’idrogeno, abbia raggiunto nel campo delle fuel cell.

Rispetto alla prima, la Nuova Mirai è più grande, più efficiente e più attraente. Come se non bastasse, è anche meno costosa. Sembrerebbe davvero avere tutte le carte in regola per rappresentare un’alternativa più che valida nel campo della mobilità a zero emissioni se non si scontrasse con la storica carenza di distributori che ne limita enormemente la fruibilità nella stragrande maggioranza dei mercati.

Ammiraglia di quasi 5 metri

Esteticamente la prima Mirai ricordava una Prius nelle forme e nelle proporzioni; questa generazione punta invece su un look meno “di rottura”, per quanto sempre proiettato al futuro. Molto più grande, con lunghezza che arriva a 4,98 metri (larghezza e altezza sono di 1,89 e 1,48, con un passo di 2,92), in più di un dettaglio mostra una certa somiglianza con certi modelli Lexus, forse dettata dal fatto che l’auto nasce proprio sulla piattaforma modulare GA-L della LS

In generale coniuga eleganza e sportività, su forme plasmate dalle esigenze di efficienza aerodinamica. Da questo punto di vista la Nuova Mirai vanta un Cx di 0,29, che non è proprio un valore record (Tesla Model S arriva a 0,25, tanto per fare un paragone), ma è comunque un buon risultato. Mentre al posteriore termina con una coda hatchback che si rifà a certe tedesche, senza però scimmiottarle.

Toyota Mirai

Baricentro basso e 1.900 kg di peso

L’adozione della nuova piattaforma unita alle aumentate proporzioni ha permesso alla Nuova Toyota Mirai di montare uno schema meccanico con motore anteriore e trazione posteriore, con due bombole di stoccaggio per l’idrogeno poste una in posizione longitudinale tra i due sedili anteriori e una posta trasversalmente sotto il divano della seconda fila. Le due bombole hanno una capacità complessiva di 5.6 kg (142,2 litri), laddove la prima Mirai si fermava a 4,6 kg.

Questo layout ha permesso di raggiungere una migliore distribuzione dei pesi (la massa totale è di 1.900 kg), che ora si avvicina al 50:50, e di abbassare il baricentro, a tutto vantaggio della dinamica di guida.

Toyota Mirai

L’ambiente si fa premium

Dentro il cambio di rotta è altrettanto evidente. L’auto ha un abitacolo curato nei minimi dettagli, con rivestimenti dalle forme movimentate ma una pulizia di fondo che rende l’ambiente piacevole. L’attenzione è catturata immediatamente dal grosso monitor centrale, a sbalzo, che si affianca alla strumentazione digitale posta dietro al volante.

Dominano le tinte scure, che pervadono ogni elemento ad eccezione di alcuni dettagli in bronzo. Tra i due posti anteriori c’è un grosso tunnel centrale rialzato: non sembra minare l’abitabilità generale ed è stato realizzato proprio per lasciare spazio alla bombola di idrogeno di cui sopra.

Toyota Mirai

Powertrain più piccolo ma più potente

L’auto gode di un’autonomia maggiore del 30% non solo per la maggior quantità di idrogeno che riesce a stoccare, ma anche per l’adozione di un nuovo powertrain più efficiente di circa il 10%. Rispetto alla prima versione, lo schema propulsivo è prima di tutto più compatto: occupa un volume di circa 24 litri mentre il precedente arrivava a 33.

Questo perché adotta meno celle: 330 anziché 370. Il motore, alimentato da una batteria agli ioni di litio a 84 celle con capacità di 6,5 Ah e peso di 44,6 kg, sviluppa 174 CV (128 kW) mentre prima si fermava a 155 CV (114 kW). Grazie a tutte queste migliorie l’auto arriva a percorrere con un pieno la bellezza di 650 km. E per riempire le bombole impiega solo 5 minuti. A livello di prestazioni, l'auto scatta da 0 a 100 in 9"2 e raggiunge una velocità di 175 km/h.

Toyota Mirai

Non solo sostenibile, ma pure dinamica

Sebbene la Toyota Mirai sia una vettura votata all'ambiente, non trascura la componente “piacere di guida”. Così, grazie pure alla nuova piattaforma e alla particolare disposizione degli elementi, decide di dotarsi di uno schema di sospensioni del tipo multilink per tutte e quatto le ruote. Le novità riguardano pure l'uso di barre antirollio più grandi.

Quanto invece ai prezzi, le uniche informazioni rilasciate dal costruttore giapponese indicano che avrà un costo di partenza inferiore del 20% rispetto al modello precedente.

Pulisce l'aria

La sostenibilità non è solo un fattore tecnico quando ci si riferisce alla giapponese, ma riguarda pure l'aria che l'attraversa. Ovvero quella che viene aspirata per alimentare il sistema a celle a combustibili.

Infatti è stato incorporato nella presa d'aria un particolare filtro in tessuto non tessuto, capace di catturare particelle microscopiche di inquinanti, tra cui anidride solforosa (SO2), protossido di azoto (NOx) e particolato PM 2,5. Il sistema è efficace, secondo quanto dichiarato, nel rimuovere dal 90 al 100% delle particelle di diametro compreso tra 0 e 2,5 micron dall'aria.

Toyota Mirai

Costa anche il 20% in meno

Tutti i progressi ottenuti da Toyota nel campo delle fuel-cell hanno portato ad abbassare anche il prezzo della Mirai, che sui vari mercati costerà circa il 20% in meno rispetto alla precedente. In Germania, ad esempio, dovrebbe costare circa 65.000 euro, mentre negli Stati Uniti, dove la prima costava 60.000 dollari, la nuova dovrebbe partire da non più di 50.000.

Sarà venduta anche in Italia? Ufficialmente sì, ma fino a quando anche da noi non si sbloccherà la questione sui distributori dell'idrogeno, sarà difficile vederla circolare. Se non al massimo a Bolzano, dove opera la società H2 che ha avviato progetti sperimentali su questa tecnologia.

Toyota Mirai

La produzione diventa di serie

Per quanto, come detto, ci siano grossi ostacoli alla diffusione di questa vettura, considerando che in molti Stati è ancora impossibile o quasi fare rifornimento, Toyota crede che l’auto raggiungerà volumi di molto maggiori rispetto al passato (la Casa punta alle 100.000 vetture in pochi anni, mentre la prima non è andata oltre le 11.000 dal 2014 ad oggi).

Cambia anche dal punto di vista produttivo, passando da una linea “artigianale” (prima era prodotta nello stesso stabilimento dove sorgeva la Lexus LFA) ad una altamente automatizzata che garantisce processi più veloci e più standardizzati.

 

Fotogallery: Nuova Toyota Mirai (2021)