Ormai è ufficiale, nel 2020 non si risolleva, anzi, continua a perdere colpi. Il consueto comunicato congiunto di Anfia, Federauto e Unrae (associazioni dei costruttori, dei concessionari e delle Case estere in Italia) dipinge una situazione drammatica perché i numeri, nel penultimo mese dell’anno, sono in realtà addolciti d auna serie di contingenze.

Partendo dalle cifre, novembre ha chiuso a 13.405 unità, che rispetto allo stesso mese del 2019, quando se ne sono registrate 155.000 circa, fa l’8,3 % in meno.

Questo però calcolando che quest’anno il calendario ha riservato un giorno lavorativo in più e l'effetto di immatricolazioni tardive delle vetture ordinate con gli incentivi per auto della fascia 61-110 g/km di Co2 mentre resta un solo mese per quelli su elettriche e Plug-in, che scadono il 31 dicembre.

Mancano 550.000 auto

Il passivo totale rispetto al 2019 supera il mezzo milione di veicoli: da gennaio a novembre, infatti, siamo appena sopra il milione e 260mila nuove targhe, quasi il 30% in meno, che significa 550.000 auto non vendute.

Le associazioni ribadiscono la necessitò di continuare a sostenere la fascia dei modelli più accessibili, dirottando piuttosto i fondi da quelli destinati alle elettriche e ibride che non sono ancora esauriti.

“Secondo i dati resi noti da Invitalia, sono state rottamate più di 120 mila vetture delle categorie fino a Euro 4, fortemente inquinanti e poco sicure" – "ha commentato il presidente Unrae Michele Crisci - risparmiando alle nostre città oltre 155 mila tonnellate di CO2 su base annua".

Una mano anche agli LCV

Da Anfia, anche un appello a sostenere il settore dei commerciali leggeri, che con la pandemia e il conseguente amento del commercio online e dunque delle consegne, può diventare uno dei pochi a trovare in quest’anno funesto un’opportunità di crescita, ma che necessità di una spinta per andare, di nuovo, nella direzione del rinnovo del parco circolante, con abbassamento dei livelli di inquinamento.

Bene Suzuki ,Tesla e DR, ma anche Renault e FCA

Tra i costruttori, infine, l'andamento è molto disomogeneo: dati postivi per Suzuki, grazie alla gamma ormai quasi interamente mild hybrid, che ha segnato un +53%, le low cost di DR e Great Wall sono rispettivamente al +129%, e al + 33%, Mahindra al +12,8%, mentre Tesla cresce del 23% con 263 immatricolazioni. Tra i produttori di volumi, bene Renault (+7,67%) e FCA, che con un timido + 1,63% precede BMW, all'1,54%.

Le immatricolazioni a Novembre 2020

Gruppo Novembre 2020 Novembre 2019 Variazione %
FCA 34.786 34.228 +1,63
Volkswagen 21.757 23.815 -8,64
PSA 19.898 20.385 -2,39
Renault 15.479 14.376 +7,67
Ford 8.311 10.019 -17,05
Toyota 8.064 8.148 -1,03
BMW 6.939 6.834 +1,54
Daimler 4.966 11.038 -55,01
KIA 2.804 3.977 -29,49
Hyundai 2.666 4.720 -43,52
Suzuki 3.684 2.404 +53,24
Nissan 2.970 2.897 +2,52
Volvo 1.515 2.146 -29,40
Jaguar/Land Rover 1.251 1.750 -28,51
Mazda 888 1.444 -38,50
Honda 587 731 -19,70
Porsche 497 578 -14,01
Mitsubishi 217 632 -65,66
DR Motors 423 184 +129,89
Tesla 263 136 +93,38
Subaru 204 305 -33,11
Mahindra 79 70 +12,86
Ssangyong 72 137 -47,45
Great Wall 28 21 +33,33
Aston Martin 6 0 -
Chevrolet 1 1 0
Lada 1 0 -
Altre 49 25 +96

Recuperano i privati, volano le elettrificate

Gli incentivi hanno spostato anche l’ago della bilancia nella direzione degli acquisti da parte di privati, che sono cresciute del 12% risollevando la loro quota di mercato dal 54% di un anno fa al 66% nel mese e al 63,8% nell’anno, mentre noleggio e aziende accusano cali mese-su-mese del 19% e del 45% e negli undici mesi hanno perso il 36% (dimezzato il noleggio).

Tra le alimentazioni , il segno più è riservato alle ibride plug-in ed elettriche che hanno quintuplicato la loro quota di mercato, toccando rispettivamente il 3,5% e il 3,4% mentre le full hybrid vendute sono tre volte quelle dello scorso anno: i modelli a sola benzina hanno perso il 30% e quelli a gasolio quasi il 40% sul mese, mentre nell’anno sono tutti quasi -40%.

Lieve ripresa per il GPL che è salito oltre le 11.000 unità e +14,3% (+8% da gennaio) mentre il metano, complice l'offerta sempre più ridotta, ha perso quasi il 31% nel mese e il 19% nell’anno.