La DBX Q ha uno stemma esclusivo che è stato fatto così. Video

Una Aston Martin DBX così non si era mai vista. Nata dall collaborazione tra Aston Martin e il content creator inglese JWW si chiama DBX Q e il suo stemma è realizzato dallo specialista Vaughtons, un’azienda artigiana inglese attiva da oltre 200 anni.

L’iconico badge Aston Martin della nuova DBX Q è letteralmente forgiato attraverso una lunga e accurata serie di passaggi che denotano l’incredibile attenzione al dettaglio della casa inglese.

A rendere speciale la DBX è anche la verniciatura con pigmenti Xirallic (a base di cristalli di ossido di alluminio) elaborata ad Onahama in Giappone. Disponibile in tiratura limitata, il costo della DBX Q è di 199.950 sterline (circa 222 mila euro al cambio attuale).

Vaughtons, il mondo dell’auto e non solo

Lo stemma del SUV di lusso e di quello degli altri modelli Aston Martin vengono realizzati da un’azienda che vanta una lunga tradizione plurisecolare nella creazione di stemmi in qualsiasi campo.

Oltre a quello dell’Aston Martin e di alcuni altri modelli di auto come la Q8, infatti, la Vaughtons ha realizzato gli stemmi di numerosi premi e medaglie come quelli della Premier League inglese di calcio e quelle del Sei Nazioni di rugby. Perfino alcune medaglie delle Olimpiadi sono state forgiate nel laboratorio inglese.

La collaborazione con Aston Martin è iniziata negli Anni ’60 e l’azienda utilizza macchinari di precisione che permettono di ottenere risultati impressionanti dal punto di vista della qualità e del dettaglio. Tra queste figurano delle speciali presse in grado di generare 350 tonnellate di pressione e deformare così dei blocchi di rame per realizzare lo stampo del badge Aston Martin.

Due giorni di lavorazione

Lo stemma viene pressato più volte prima di venire riscaldato con una fiamma ossidrica ad una temperatura di 800 gradi. Entrambe le fasi vengono ripetute fino a sei volte per migliorare il livello di dettaglio.

In seguito, il badge viene immerso in una speciale soluzione lucidante per poi passare ad un macchinario ad ultrasuoni e in un’altra soluzione che sfrutta l’elettrolisi che eliminano tutte le piccole imperfezioni superficiali. Questi sono passaggi fondamentali per garantire un livello di qualità elevato ed evitare così il formarsi di bolle o altre irregolarità.

Alla fine dei vari processi, il logo passa così ad una colorazione più scura. Come ultima lavorazione lo stemma è quindi smerigliato in modo da far riemergere il color bronzo nei contorni delle ali e delle lettere “Aston Martin”. L’intera lavorazione di un solo badge può durare fino a due giorni.

Curiosamente, lo stemma della DBX è leggermente più grande delle altre Aston Martin ed ha (paradossalmente) circa le stesse dimensioni dello stemma montato sulla piccola Cygnet in produzione fino al 2013.

La DBX by JWW è disponibile nelle colorazioni Lennox Green Metallic (derivata dall’hypercar Valkyrie) e Curtis Black Metallic. Esclusivi anche i cerchi in lega da 22” gli interni con cuciture a contrasto color bronzo.

Fotogallery: Aston Martin DBX, la prova su strada