In una clinica pediatrica di Barcellona la Hyundai mini 45 EV aiuta le terapie

Immaginate come deve essere bello e divertente per un bambino ricoverato in ospedale poter guidare una piccola auto elettrica che fra le altre cose cambia luci, musica e profumo a seconda delle emozioni del piccolo.

Questo è quello che succede all'ospedale Sant Joan de Déu di Barcellona, in Spagna, grazie alla mini 45 EV donata da Hyundai alla clinica per farli spostare col sorriso dal letto alla sala terapie.

La macchinina parla coi bambini e si adatta al loro stato d'animo

Ciò che sorprende e allieta di più i piccoli ospiti dell'ospedale pediatrico spagnolo è proprio il modo in cui la minuscola "45 EV", ispirata alla 45 EV Concept, monitora lo stato d'animo dei bimbi e cambia di conseguenza il suo aspetto e comportamento.

Fotogallery: Hyundai mini 45 EV in ospedale

A bordo della vetturetta ci sono infatti i sensori del sistema EAVC (Emotion Adaptive Vehicle Control) che rilevano il battito cardiaco, il ritmo di respirazione, l'espressione facciale e altri parametri per trasmettere al piccolo guidatore le giuste sensazioni in una situazione comunque stressante.

Un modo per rendere più leggere le cure

In pratica l'intelligenza artificiale della vetturetta elettrica interagisce con i piccoli pazienti al volante per ridurre al minimo l'ansia e la paura dei trattamenti, come si può vedere nel toccante video Hyundai. 

Hyundai mini 45 EV in ospedale

Nel presentare l'iniziativa uno degli ingegneri coreani a capo del progetto, Jinmo Lee, ha detto:

"Vogliamo che la nostra tecnologia aiuti a migliorare la vita dei nostri clienti, anche in ambiti di mobilità diversi da quelli stradali. speriamo che la tecnologia EAVC installata nella minicar possa offrire un'esperienza di mobilità divertente e sicura per i giovani pazienti e li possa aiutare nella guarigione."

Joan Sanchez de Toledo, primario del reparto di cardiologia infantile del SJD Hospital ha aggiunto:

"Tutto l'ospedale è entusiasta di poter disporre di questa tecnologia per i bambini. Questo cambierà in modo sensibile il modo in cui i pazienti affronteranno le loro cure."