Indubbiamente la crisi economica generata dalla pandemia, alimentata dal lockdown, è stata ed è devastante. Le misure adottate però hanno avuto un effetto positivo relativamente agli incidenti e alla mortalità stradale, che nei primi nove mesi del 2020 ha subito fortunatamente un drastico calo.

Si passa a doppia cifra

Solitamente quando si tratta di incidentalità sulle nostre strade i miglioramenti sono spesso infinitesimali. Anzi, è più facile che avvenga il contrario, alimentando il numero di feriti e purtroppo di morti.

Quest'anno però, causa lockdown forzato, segnatamente alla prima parte dell'anno (marzo-maggio), le stime ACI-ISTAT - relative ai primi nove mesi del 2020 – hanno mostrato dei valori in deciso calo se confrontati allo stesso periodo del 2019.

Il numero di di incidenti con lesioni è diminuito del 29,5%, quello con vittime del 26,3%, e quello con feriti del 32%. Valori considerevolmente più bassi, che però non hanno del tutto eliminato il problema della incidentalità delle nostre strade.

Andando a leggere i numeri più nel dettaglio, i dati sono comunque allarmanti. Infatti dal 1° gennaio al 30 settembre scorso ci sono stati ben 90.821 incidenti. Che hanno causato 1.788 morti e altrettanti 123.061 feriti.

Meno vittime, ma i problemi non cambiano

È evidente che avere meno vetture e persone in circolazione possa avere degli effetti positivi nella riduzione degli incidenti. Ma di fatto le dinamiche attuali rimangono immutate. Perché per quanto si tratti di dati assolutamente positivi, non derivano certo da comportamenti virtuosi degli automobilisti o dal miglioramento della sicurezza stradale.

E comunque, in base anche agli obbiettivi prefissati dal'Unione Europea, siamo ancora lontani dal target da realizzare. Essendo l'obiettivo europeo quello di ridurre del 50% le vittime della strada entro il 2020 (dal 2010). Infatti complessivamente in questi ultimi dieci anni il numero dei morti è calato del 43,1% rispetto al 2010. Se invece la finestra temporale si allarga a vent'anni, il valore sale a quota 66,4% rispetto al 2001.

Meglio in tutta Europa

Anche a livello continentale si è registrata una forte diminuzione di mortalità in questo periodo, intorno al 36%. Valore senza precedenti, dato che in dieci anni le vittime sono calate solo del 24%.

Secondo i dati disponibili, la riduzione più alta in termini di mortalità stradale riferita al solo mese di aprile 2020, è stata registrata proprio in Italia, seguita da Belgio, Spagna, Francia e Grecia, tutti con un decremento percentuale maggiore del 55%.