Approvata dalla Commissione Europea una norma che permetterà ai singoli paesi di attuare tariffe in base alle emissioni di CO2

Se ne era parlato per la prima volta nel 2018 con un primo studio, ora la Commissione Europea è giunta alla decisione definitiva: sì alla norma che prevede pedaggi autostradali più cari per le auto più inquinanti.

Norma inizialmente prevista per i soli mezzi pesanti, ampliata invece anche a mezzi privati e pronta a diventare operativa a partire dal 2022.

Buoni e cattivi

Secondo le direttive della Commissione Europea la nuova norma in tema di pedaggi autostradali prevederà quindi un rincaro al casello per i modelli con valori di CO2 più elevati, mentre al contempo premierà auto ibride ed elettriche.

Una divisione tra auto virtuose e meno virtuose, come già avviene all'interno di molte città italiane ed europee, dove per entrare in determinate zone (come l'Area C di Milano) i modelli più inquinanti devono pagare, mentre quelli meno inquinanti hanno via libera.

Consigliato, non obbligatorio

La norma approvata da Bruxelles non vuole però essere un obbligo per i vari stati membri dell'Unione, ma di fatto autorizza i governi a varare tariffe autostradali che tengano conto anche delle emissioni delle auto.

Una nuova filosofia per i pagamenti da mettere nero su bianco entro la fine del 2022, seguendo alcuni parametri imposti dall'Europa, come ad esempio il costo massimo di un bollino annuale per i veicoli più inquinanti con massimo 3 assi, che non potrà superare i 1.899 euro, mentre quello per le auto con valori di CO2 emessa bassi sarà massimo di 855 euro.

La norma prevede anche che si possa applicare uno sconto del 75% al massimo per modelli più virtuosi, assieme a norme dedicate alle auto elettriche.

Pensando all'Italia si preannuncia una stangata per gli automobilisti, con l'età media parco circolante del Bel Paese pari a 12 anni, assieme a circa 7 milioni di auto con più di 20 primavere sulle spalle.