Intel presenta al CES la sua formula basata su chip di nuova generazione, tecnologie radar e lidar integrate e mappatura automatica

Il segreto della guida autonoma? Un sistema sensoriale a prova di errore, basato su strumenti sofisticati, elevata capacità di calcolo e localizzazione perfetta: in sintesi, sono questi gli elementi-chiave con cui Amnon SheShua, presidente di Intel, ha illustrato nella conferenza stampa virtuale tenuta al CES 2021 il sistema Mobileye che l'azienda informatica israeliana sta mettendo a punto per accelerare la corsa al pilota automatico.

La flotta di veicoli automatizzati in fase di test in varie città del mondo come Detroit, Tokyo, Shanghai, Parigi, che dovrebbe da quest'anno comprendere anche New York non appena la procedura sarà approvata e regolamentata, sta fornendo riscontri positivi sulla tecnologia di mappatura automatizzata e il sistema di rilevamento integrato basato sulla tecnologia lidar. 

Un chip rivoluzionario

Il vero punto di forza del sistema Mobileye è il chip realizzato con una tecnica che ha consentito di integrare elementi al laser attivi e passivi nella struttura del microprocessore in silicio, chiamato "circuito integrato fotonico" ed è la rivoluzione alla base del sistema operativo che permette di integrare il lidar, un sistema di rilevamento basato non su onde sonore come il classico radar ma su una lettura laser.

Mobileye, il futuro della guida autonoma

La strategia di Intel mira a creare un sistema ad elevate performance ma in grado di essere proposto ad un costo concorrenziale, in modo da integrarsi nella produzione di serie con un'elevata scalabilità. Per questo, il complesso dei sistemi sensoriali dell'auto parte con una telecamera principale, elemento ormai poco costoso, combinata con un sistema di rilevamento secondario che incrocia i dati di sistemi basati su onde radio e laser, appunto.

Mobileye, il futuro della guida autonoma

Rilevamento multiplo

La tecnologia per la mappatura attiva chiamata Road Experience Management in corso di sperimentazione con la flotta Mobileye, che secondo l'azienda ha già mappato qualcosa come 1 miliardo di km di strade al ritmo di circa 8 milioni al giorno, si basa sulla ridondanza tra questi sistemi di rilevamento che consentono un triplo confronto tra i rilevamenti e danno dunque un risultato per volte più accurato e preciso di un solo sistema visivo.

A questo si aggiunge il sofisticato software per la gestione diretta della guida RSS (Responsibility-Sensitive Safety) che definisce le leggi e le priorità per governare la marcia sulla base dei dati forniti dai sottosistemi di rilevamento e che ha come obiettivo quello di rendere veramente sicura la guida autonoma. Secondo i programmi, Mobileye dovrebbe essere pronto ad essere utilizzato sulle vetture di produzione a partire dal 2025.

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