Dietro la difficile eredità della Supercinque dei record, davanti un futuro radioso sigillato dal titolo di reginetta europea del '91

Quando una Casa vuol creare un modello di vera rottura con il passato, solitamente inizia dal nome. Nel caso di Renault Clio il salto generazionale è doppio perché l'erede della fortunata Supercinque, che aveva segnato un record sia in longevità (12 anni) sia in successo commerciale, ha inaugurato nel 1990 il cambio di denominazione dell'intera gamma con il passaggio dalle sigle numeriche ai nomi veri e propri.

Per la Clio i creativi della Losanga hanno attinto nientemeno che dalla mitologia greca, scegliendo il nome della musa Kleiố il cui nome significa "celebre", ed è inutile aggiungere che stato decisamente benaugurante.

Nuova fuori, collaudata dentro

La prima Renault Clio è apparsa nel Giugno 1990, inizialmente nella versione 5 porte seguita poi dalla 3 porte arrivata a settembre, ma con identica lunghezza di 3,7 metri. A livello di telaio la base restava la Supercinque (conservando anche l'apertura del cofano in avanti che sparirà già con la seconda generazione), con avantreno MacPherson e retrotreno a barre di torsione trasversali.

Clio 1990-1998

L'obiettivo era offrire una vettura di segmento B con contenuti degni della categoria superiore e uno stile distintivo, obiettivo centrato per quanto con un avvio commerciale un po' timido: lo stile morbido e tondeggiante era infatti un po' in contrasto con le forme spigolose di rivali come la  Fiat Uno.

Clio 1990-1998

Partenza lenta, poi il successo

I prezzi, che in Italia avevano una base di 11.900.000 lire, e le dotazioni sono stati un po' criticati all'inizio, mentre comfort e maneggevolezza hanno ottenuto da subito un notevole apprezzamento. Abbastanza da farla risultare, alla fine del 1990, la più votata dalla giuria del premio "Auto dell'Anno" per il 1991, riportando il premio a Renault per la terza volta (ne seguiranno altre 2, tra cui la Clio III nel 2006) a 9 anni dal successo della Renault 9.

I motori andavano dal 1.1 con 48 CV, ulteriore eredità della Supercinque, ai 1.2 e 1.4 Energy della R19 da 58 e 80 CV. Anche la gamma allestimenti era inizialmente semplice, con le versioni RN e RT, più semplice la prima, più ricca la seconda, ma presto l'offerta ha iniziato a crescere con un motore Diesel 1.9 da 64 CV, l'elegante Baccara 1.7 (non per l'Italia) e la successiva Clio 16V, (16S in Francia) da 137 CV.

Renault Clio 1990-1998

Sulla base di questa nel 1993 è nata la celeberrima Clio Williams, che celebrava il successo del team Williams di F1, a cui Renault forniva i motori, campione del mondo Costruttori e Piloti con Nigel Mansell nel '92. Il 2.0 da ben 147 CV che la spingeva a 215 km/h rappresentava un altro record, visto che mai prima d'ora un'utilitaria era stata equipaggiata con un due litri, ed è ricordata come una delle "piccole bombe" più emozionanti del suo periodo.

Clio 1990-1998

Rinnovata due volte

La Clio prima generazione ha avuto due distinti restyling, uno nel 1994 (Fase 2) limitato a una serie di dettagli e poi, nel 1996, la cosiddetta Fase 3 commercializzata come "Clio Nouvelle" (anche se solo a livello pubblicitario, il nome del modello è rimasto Clio), più riconoscibile per via dei fari arrotondati e del terzo stop sul portellone. Complessivamente, quando nel '98 ha lasciato il posto alla seconda generazione, aveva superato i 4 milioni di esemplari.

Fotogallery: Renault Clio 1990-1998