È nata Stellantis e le domande su quali saranno i primi passi per il nuovo gruppo formato dalla fusione tra PSA ed FCA sono numerose. Un futuro ricco di sfide da affrontare con la forza di 14 brand automobilistici, con un solo obiettivo:

Non vogliamo essere i più grossi sul mercato, ma i più grandi. Fare ciò che altri grandi Gruppi automobilistici non sanno fare

Parole e musica di Carlos Tavares, amministratore delegato di Stellantis, che oggi ha parlato di tutto, dalla sfida dell’elettrificazione all’ottimizzazione dei costi, passando per stabilimenti e strategie per i vari mercati, sottolineando fin da subito come il Gruppo non punti quindi a fare numeri da record nelle vendite, ma di raggiungere alta qualità in ogni settore.

Mobilità sostenibile prima di tutto

Il futuro va verso auto con motori elettrici, da soli o ad aiutare classiche unità endotermiche, e Stellantis si presenta già ben dotata con 29 modelli elettrificati nel paniere dei suoi numerosi brand, ai quali nel corso del 2021 se ne uniranno 10. L’obiettivo è quello di avere in gamma tutti i modelli in versione elettrificata entro il 2025.

Peugeot e-2008
Nuova Opel Mokka (2020)

Auto con batterie per riuscire a rispettare i sempre più stringenti limiti alle emissioni imposti dai vari Governi, con Stellantis che diventa una sorta di scudo per i suoi brand. Se infatti fino a prima alcune Case rischiavano multe salate o addirittura di dover dire addio ad alcuni modelli, ora il Gruppo con la sua gamma a batterie permette di avere maggior spazio di manovra.

Spazio di manovra però sempre più stretto, e Tavares non ha risparmiato stoccate nei confronti delle diverse amministrazioni e le loro politiche di vincoli alla produzione di auto nuove.

L’elettrificazione è costosa, in futuro i costi si abbatteranno ma ci saranno ancora automobilisti senza il potere d’acquisto sufficiente per guidare un’auto elettrica

Non un attacco frontale come quello portato dal numero uno di Toyota qualche tempo fa, ma spunti per sottolineare come la corsa all’elettrico deve procedere con la giusta calma, per non penalizzare non solo le Case ma anche gli automobilisti.

I rischi della grandezza

Ciò che fin da subito ha colpito di Stellantis è il folto gruppo di marchi al suo interno, alcuni anche sovrapponibili. Citroen, Fiat e Opel ad esempio sono molto simili tra loro e per alcuni ci potrebbero essere sacrifici in futuro.

Nuova Opel Corsa, ecco quella benzina e diesel
Citroën C3 restylée (2020)
Nuova Fiat Punto, il rendering

Tavares ha però rassicurato, ancora una volta, circa la sopravvivenza di tutti i brand, che condivideranno sì tecnologie e piattaforme (per poter così anche contenere i costi) ma si differenzieranno tra di loro. Se quindi Fiat rientrerà nel segmento B con la nuova generazione di Punto, ciò non creerà problemi ad Opel Corsa o Citroen C3.

Opel è una Casa tedesca e tale rimarrà

L’amministratore delegato di Stellantis chiarisce così come i vari marchi potranno rimanere competitivi e con una loro identità, pur se abiteranno nella stessa “casa”. Anche per quanto riguarda il posizionamento nelle concessionarie ci dovrà essere un rispetto per i singoli brand, valorizzandoli come meritano.

Il futuro di Fiat

E proprio su Fiat si è soffermato Tavares rispondendo alle domande, rispondendo a chi gli chiedeva di come risolvere i problemi della Casa: bassa redditività, stabilimenti non ottimizzati e alte emissioni di gamma.

Fiat 500 elettrica

Anche in questo caso il manager portoghese ha citato la parola “scudo”. Stellantis e le sue sinergie infatti possono essere il punto di forza per la rinascita del brand, ad esempio sotto il punto di vista delle emissioni. Non ci sarà quindi un piano di sospensione dei modelli, come successo all'epoca del passaggio di Opel da General Motors a PSA, grazie alle basse emissioni del Gruppo dovute alla presenza di modelli 100% elettrici o elettrificati. 

Parlando di stabilimenti, Tavares ha poi rassicurato sull’impegno a non chiudere nessuna fabbrica (non solo in Italia), creando però dei benchmark da rispettare, non per creare competizione tra le varie sedi produttive, ma per ottimizzare costi e produzione.

Alfa Romeo e Maserati

La nascita di Stellantis ha preoccupato gli appassionati circa il futuro dei 2 brand più sportivi e premium dell'universo del Gruppo: Alfa Romeo e Maserati. Case per le quali i piani aziendali sono differenti e se per il Biscione nel futuro ci sono 2 SUV (Tonale e il più piccolo Brennero, nome ancora da confermare), mentre il Tridente parlerà la lingua dell'elettrificazione con differenti modelli.

Alfa Romeo Tonale, i render

Piani confermati da Tavares

Stiamo lavorando a un piano per rendere questi grandi marchi del lusso ancora più redditizi

Alfa Romeo e Maserati rimangono quindi strategici per Stellantis, con conferme per quanto riguarda la loro centralità in un discorso di crescita di Gruppo, la cui già citata funzione di "scudo" aiuterà Biscione e Tridente a sviluppare nuovi modelli in tranquillità. 

Obiettivo Cina

Non escludiamo nulla. Per ora risultati in Cina sono stati deludenti e ne stiamo studiando le cause

Il mercato cinese non è infatti mai stato favorevole a PSA ed FCA e ora, con la nascita di Stellantis, l’obiettivo è chiaramente quello di prendersi il giusto spazio, magari anche con nuove joint venture non solo con Case automobilistiche, ma anche con aziende tecnologiche.

Un qualcosa già fatto da FCA con Foxcon un anno fa e che potrebbe essere replicato con altri big della tecnologia, ma non a qualsiasi costo

Siamo aperti e disposti a cogliere diverse opportunità, a patto che siano win-win e non creino una dipendenza tecnologica

Stellantis e la Silicon Valley

E a proposito di colossi della tecnologia, Tavares ha risposto a chi gli chiedeva di possibili collaborazioni con Apple, per la quale si è tornati a parlare della possibilità della nascita di un’auto elettrica col logo della Apple Car.

Tavares ha ribadito l’apertura di Stellantis ad ogni opportunità, sottolineando come sia già operativa una collaborazione con Waymo (il reparto mobilità di Google) per la guida autonoma.