L'Unione Europea approva un programma per 2,9 miliardi di finanziamenti ai gruppi auto per lo sviluppo di batterie per auto elettriche

Buone notizie per l'auto elettrica in Europa: L'Unione Europea ha infatti approvato un programma che prevede 2,9 miliardi di euro a sostegno della ricerca e sviluppo per le batterie a Case e aziende che operano nel Vecchio Continente.

A beneficiarne saranno 42 Case e aziende (tutti i nomi li trovate nell'approfondimento su InsideEVs), tra le quali figurano Stellantis, BMW, Tesla e Rimac assieme a operatori energetici come EnelX e altri grandi nomi come FIAMM e Solvay. Un'iniezione di liquidità che permetterà all'Europa di poter competere con gli altri big del settore, cinesi in testa (che detengono l'80% della produzione mondiale), raggiungendo l'indipendenza nel ramo della produzione di batterie.

Corsa per la rivoluzione

I nuovi fondi stanziati dall'Unione Europea rientrano nel più grande piano del Green Deal, col quale la UE mira a raggiungere la neutralità climatica entro il 2050.

Il nostro progetto aiuterà a rivoluzionare il mercato delle batterie

Ha dichiarato il vicepresidente dell'Unione Europea Maros Sefcovic, sottolineando come i 2,9 miliardi di euro serviranno a sbloccare anche investimenti privati di 9 miliardi di euro così da - per citare il ministro dell'economia tedesco Peter Altmaier - "creare la massa critica per l'ecosistema delle batterie in Germania e in Europa".

Secondo le stile il valore del mercato nel 2025 il valore del mercato delle batterie per auto elettriche raggiungerà in Europa i 250 miliardi di euro e sarà in grado di soddisfare la richiesta dell'intera industria, così da non dover più dipendere dai colossi orientali come LG e Panasonic

Cosa si farà

Nello specifico il piano di sostegno alla ricerca e sviluppo per le batterie sarà suddiviso in 4 aree principali

  • Materie prime e materiali avanzati
  • Elementi delle batterie
  • Sistemi a batteria
  • Riciclaggio e sostenibilità

Assieme alle 42 aziende saranno chiamate in causa circa 150 realtà come università e centri di ricerca, creando così un circolo virtuoso di collaborazioni.