Nissan ha studiato un processo per riutilizzare le batterie delle auto elettriche, per allungarne il ciclo di vita

Quando si parla di auto elettrica, i detrattori o semplicemente i più critici sottolineano - e non senza torti - come la mobilità a emissioni zero porti con sé un problema decisivo per il suo futuro: lo smaltimento delle batterie.

Alla fine del loro ciclo vitale infatti gli accumulatori vanno riciclati in qualche modo, processo complesso e a rischio di impatto sull'ambiente. Da più parti sono arrivate proposte per risolvere il problema, compresa Nissan col suo progetto Blue Switch. Ecco come funziona.

Tutto per la Leaf

Bisogna prima fare un passo indietro ai primi anni 2000 e al progetto che portò poi alla nascita della Nissan Leaf, la prima auto elettrica a conquistare il mercato e prima emissioni zero ad aggiudicarsi il premio "Auto dell'anno". Era il 2010 e la Casa giapponese si era già posta il problema sul fine vita delle batterie.

Nissan Leaf e+ 62 kWh

Qui si inserisce Blue Switch, nata grazie alla partnership tra Nissan e Sumitomo Corp che ha a sua volta dato vita alla 4R Energy Corp, joint venture il cui scopo è quello di sviluppare tecnologie ed infrastrutture per rifabbricare, riciclare, rivendere e riutilizzare le batterie dei veicoli elettrici Nissan.

Le pagelle per le batterie

Negli anni i processi si sono man mano affinati e la 4R Energy Corp ha visto nascere una fabbrica specializzata in batterie usate che, una volta arrivate, vengono valutate secondo vari parametri. Ci sono accumulatori praticamente come nuovi, ai quali viene data una valutazione "A" e che possono essere riutilizzati su auto nuove.

Nissan Leaf e+ 62 kWh

Le batterie valutate con una "B" hanno una riserva di energia sufficiente ad alimentare macchinari industriali come carrelli elevatori e accumulatori di energia per abitazioni, strutture commerciali o fabbriche, per immagazzinare l'elettricità generata durante il giorno dai pannelli solari, per poi erogarla durante la notte. Infine le batterie valutate con la "C" possono essere riutilizzate come generatori di riserva, in caso di blackout temporanei.

Secondo le stime in questo modo la vita delle batterie delle auto elettriche si può prolungare di 10-15 anni, dando anche vantaggi economici ai loro proprietari. Creando una domanda per le batterie non più utilizzabili sui veicoli infatti, il costo totale di un'auto elettrica potrebbe essere ammortizzato vendendo accumulatori, da riciclare poi per altri utilizzi.

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