La politica del nuovo presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, influenza i piani delle case auto. Il CEO di Ford, Jim Farley, ha annunciato un forte piano d’investimenti per la transizione dell’Ovale Blu verso il futuro della mobilità.

Dopo aver chiuso positivamente il 2020, Ford è pronta a investire 29 miliardi di dollari nello sviluppo di veicoli elettrici e a guida autonoma fino al 2025. I primi competitor sulla lista sono Tesla e General Motors.

La corsa all’elettrificazione

“La trasformazione di Ford è iniziata e vogliamo essere leader nella rivoluzione della mobilità elettrica e autonoma”, ha dichiarato Farley nel comunicato di presentazione dei risultati dell’ultimo trimestre 2020.

Dalla sua nomina, avvenuta lo scorso ottobre 2020, il CEO ha già avviato un piano di ristrutturazione massiccio da 11 miliardi di dollari. La manovra economica ha portato anche al taglio di 14.000 dipendenti in tutto il mondo e alla cessazione della produzione dei veicoli in Brasile.

Gli investimenti di Ford raggiungeranno un punto importante nel 2022, con una serie di veicoli ibridi e ibridi plug-in, una tecnologia che Farley ha definito “di transizione” per la compagnia.

Ad alimentare la spinta all’elettrificazione, potrebbe non essere stata però solo la politica di Joe Biden. Sulla scia di Tesla, negli ultimi anni negli Stati Uniti sono sbocciate numerose start-up  incentrate sullo sviluppo di modelli elettrici. Diverse di queste si sono dedicate ai pick-up, un veicolo amatissimo e molto diffuso nel mercato nordamericano.

Rivian, Lordstown Motors, Bollinger e la stessa Tesla col Cybertruck: tutte queste case hanno proposto un mezzo con cassone 100% elettrico ad alte prestazioni. È chiaro quindi che anche i colossi dell’auto vogliano farsi trovare pronti quando arriverà la rivoluzione elettrica. Ad esempio, GM ha annunciato recentemente il GMC Hummer EV.

Scontro tra titani

Ford si lancerà all’inseguimento di Tesla e, soprattutto, di General Motors che ha presentato i suoi piani per i veicoli EV. Quest’ultima ha vissuto nel 2018 una ristrutturazione simile a quella di Ford, la quale ha portato a tagli a posti di lavoro e stabilimenti. L’obiettivo è stato quello di orientare gli sforzi verso le nuove tecnologie come i veicoli elettrici e a guida autonoma.

Il passo in avanti di GM, arrivato praticamente tre anni prima di Ford, ha portato ad una crescita importante a livello azionario. Le azioni GM sono cresciute del 32,4% rispetto al 2018, mentre Ford ha perso il 10,3%. Il valore di GM è stimato in 77,6 miliardi di dollari, mentre Ford è ferma a 43,8 miliardi.

Tuttavia, dall’arrivo di Farley le azioni di Ford hanno recuperato il 60% del loro valore a dimostrazione della fiducia degli investitori. Un importante aumento è stato registrato proprio nell’ultima settimana con l’accordo siglato con Google che ha portato ad una crescita dell’8,6% delle azioni di Ford.

Ford e Google

L’alleanza col colosso dell’informatica porterà ad avere i servizi cloud sui nuovi sistemi d’infotainment dei modelli della Casa.

Il rendimento in Europa

A creare ottimismo sul futuro, ci sono anche i risultati del quarto trimestre in Europa. Ford ha fatto registrare un EBIT di 414 milioni di dollari, il miglior risultato degli ultimi quattro anni, e una quota di mercato del 7,2% (+0,1% rispetto al relativo trimestre 2019).

I veicoli commerciali e le vetture ad uso privato hanno prodotto profitti nel quarto trimestre con Ford Europa che ha ridotto i suoi costi strutturali annui di 1,1 miliardi di dollari. La casa si è rafforzata soprattutto tra i veicoli commerciali con uno share del 14,6% (+0,7% rispetto al 2019).

I modelli EV in arrivo

L’unico veicolo elettrico di Ford è al momento la Mustang Mach-E. In programma, c’è anche un F-150 totalmente elettrico e anche un Transit. Entrambi rappresentano modelli strategici per il brand: l’F-150 è da anni il pick-up più venduto nel Nord-America, mentre il Transit è un veicolo commerciale cruciale per intercettare la domanda delle aziende.

È stato inoltre presentato da pochi mesi il nuovo Explorer che ha debuttato anche in Europa ed è disponibile con powertrain ibrido plug-in. Secondo Ford, le novità “green” permetteranno di raggiungere gli obiettivi di emissioni di CO2 nel 2021 senza la necessità di stipulare accordi di pooling.

Oltre al business elettrico, il Bronco e il Bronco Sport (proposti nella sola motorizzazione a benzina nel mercato nordamericano) rappresenteranno un asset importante per Ford.

L’Ovale Blu è comunque al lavoro da anni nel campo delle tecnologie ibride. Basta pensare ai modelli mild-hybrid presentati recentemente in Europa o ai SUV di lusso Lincoln Corsair e Aviator (non venduti in Europa) che sono dotati di alimentazione ibrida plug-in. Dello stesso F-150 elettrico se ne parla da diverso tempo con Ford che ne aveva mostrato le capacità di traino con uno speciale teaser.

Sempre nell'ottica di potenziare gli investimenti nel settore delle auto elettriche, Ford ha avviato la produzione in proprie delle batterie per i futuri modelli.

Non resta quindi che attendere le prossime mosse di Ford nel campo dell’elettrificazione della gamma.

Fotogallery: Ford Mustang Mach-E