Fotografare le stelle. Almeno una volta ci abbiamo provato tutti. E' difficilissimo e, oltre alla preparazione, ci vuole l'attrezzatura giusta. Si chiama "astrofotografia" ed è complessa tanto quanto l'elaborazione di un gruppo ottico per un'auto. In entrambi i casi bisogna utilizzare la luce perfetta. 

Su questa similitudine (e su altri punti in comune) si è basata l'iniziativa di Seat che vi raccontiamo di seguito. La casa spagnola ha fatto dialogare il suo esperto di fotometria con un noto astrofotografo e sono emersi tanti punti di contatto.

800 ore di test per i fari della Leon

I due protagonisti dell'intervista sono: l’astrofotografo portoghese, Miguel Claro, che cattura le immagini delle stelle direttamente dall’osservatorio sulle rive del Lago di Alqueva; e il Responsabile Lightning Development di Seat, Carlos Elvira. Quest'ultimo è stato impegnato nei test dei sistemi d’illuminazione di ogni modello della casa spagnola.

Nuova Seat Leon - Astrofotografo e ingegnere a confronto

I loro sono lavori diversi, ma tutti e due si svolgono al buio con l'obiettivo di trovare la luce migliore.

L’astrofotografo, per esempio, ha sfruttato 260 notti in cui il cielo è stato sereno per vedere le stelle, mentre l’ingegnere ha trascorso circa 800 ore al buio per eseguire i test sul sistema d’illuminazione della nuova Leon. Come se non bastasse, per ogni modello Seat, il team guidato da Elvira ha percorso 30.000 km per verificare il funzionamento dei gruppi ottici.

All’interno del Dark Sky Alqueva

Entrando nel Dark Sky Alqueva, in Portogallo, il Responsabile Lightning Development di Seat ha riscontrato molte somiglianze con il tunnel ottico che si trova presso il Centro Tecnico di Seat (il luogo dove vengono ricreate le condizioni di guida notturna e viene studiato il comportamento dei 340 LED che compongono i fari della Leon).

Visitando questo luogo il Responsabile Seat ha persino trovato qualche similitudine tra la Leon e l’osservatorio stesso.

Nuova Seat Leon - Astrofotografo e ingegnere a confronto

C'è una linea rossa che avvolge il Dark Sky Alqueva (si vede nella foto qui sopra) e questo gli ha ricordato l’arco posteriore della Leon (il primo modello della casa ad adottare l'originale firma luminosa).

Il gioco di luci si ricollega anche allo "smart wraparound", che cos'è? In pratica una luce rossa, collegata all’assistente Exit Assistant, avverte i passeggeri in procinto di aprire le portiere della macchina che c'è un veicolo in avvicinamento.

Fotogallery: Nuova Seat Leon mette a confronto un astrofotografo e un ingegnere